{"id":1,"date":"2020-10-19T08:26:07","date_gmt":"2020-10-19T08:26:07","guid":{"rendered":"http:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/?p=1"},"modified":"2020-12-04T14:25:43","modified_gmt":"2020-12-04T14:25:43","slug":"daniele-castagnaviz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/daniele-castagnaviz\/","title":{"rendered":"Daniele Castagnaviz"},"content":{"rendered":"\n<div style=\"height:35px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Daniele Castagnaviz coltiva i suoi 28 ettari a seminativo a Risano ed \u00e8 anche presidente della <em>Cerealicola Vieris<\/em> con sede a Castions di Strada che conta 369 soci. Parla con tono pacato, ma preciso: \u201cStiamo lavorando alla fusione con la Cooperativa Morenica di Fagagna, 494 soci che, sommati a quelli di Vieris, diventerebbero 863, superando gli 11.000 ettari di seminativo che vanno da Fagagna alle colline di Buttrio fino a Marano Lagunare. Anche il nome della nuova cooperativa manda un forte segnale sulla necessit\u00e0 di fare assieme: <em>Granaio friulano<\/em>, aperto anche ad altre realt\u00e0. L\u2019obbiettivo \u00e8 raggiungere una massa critica che ci permetta di garantire costanti forniture di qualit\u00e0, come chiede il mercato.<\/p>\n\n\n\n<p>La fusione, che era stata programmata nel momento del Covid, \u00e8 stata rinviata e si far\u00e0 tra gennaio e febbraio del 2021.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa verit\u00e0\u201d, osserva con tristezza Daniele Castagnaviz, \u201c\u00e8 che ci siamo seduti sugli allori per troppo tempo, convinti che <em>l\u2019oro giallo<\/em> della nostra pianura fosse una miniera inesauribile, ma tale non era, ovviamente. Nel 1971 nasceva, a Lauzacco, il primo degli oltre dieci essiccatoi che l\u2019allora Amministrazione regionale, sospinta dal commendator Mario Lucca, direttore dell\u2019ERSA e presidente del Consorzio Agrario, avrebbero costruito. Di fatto una cooperativa per l\u2019essicazione del mais poi assorbita (nel 1997) dalla Cooperativa Cerealicola Vieris, nata nel 1976 per fare, gi\u00e0 allora, massa critica. Solo che quel progetto doveva avere due fasi:<\/p>\n\n\n\n<ul><li>la prima, quella della costruzione degli essiccatoi, \u00e8 stata completata. Opera eseguita a regola d\u2019arte.<\/li><li>la seconda, che prevedeva di completare la filiera con la trasformazione dei prodotti per mettere in piedi un mangimificio, non \u00e8 stata nemmeno avviata.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Ecco dove sta il grave errore.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019allargamento dell\u2019UE ad Est ha contribuito al disastro, in quanto il prezzo del mais lo ha fatto, fino a due anni fa, la piazza di Budapest ed ora quella dell\u2019Ucraina. Questa porta il mais, franco porto di Ravenna, a 170 \u20ac la tonnellata, quando noi, per sopravvivere, dovremmo venderlo almeno a 180, pur producendo circa 200 q.li ettaro. Da qui la necessit\u00e0 di dar vita a <em>Granaio friulano<\/em> attraverso cui potremo offrire una vasta gamma di prodotti: dai vari tipi di mais (bianco, giallo, suddiviso in zootecnico alimentare, senza dimenticare il non conforme destinato all\u2019uso energetico), al frumento di forza (quello panificabile), al frumento misto rosso adatto a pi\u00f9 lavorazioni, compreso anche l\u2019uso zootecnico. Quindi orzo da birra e orzo zootecnico, colza e girasole per gli oleifici, pisello proteico e sorgo per la zootecnia, soia normale e quella destinata alla produzione di latte di soia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 il caso di dire che abbiamo perso il momento giusto e la causa primaria \u00e8 la nostra avversione a fare sistema. L\u2019esempio di come vengono gestiti i soldi del PSR spiega tutto: il metodo \u00e8 dividere i soldi in tanti rivoli per accontentare molti. Dovrebbero aver capito che cos\u00ec non andremo da nessuna parte. Tant\u2019\u00e8: continuiamo a preferire l\u2019uovo oggi che la gallina domani. Attenzione per\u00f2, che non basta pi\u00f9 fare cooperative solo per produrre, ma \u00e8 necessario aggiungere altri quattro obbiettivi.<\/p>\n\n\n\n<ul><li>La cooperativa deve diventare anche \u201cagromeccanica\u201d, ovvero saper mettere assieme le attrezzature, che sono costosissime, per dare razionalit\u00e0 al sistema ed abbassare, in maniera consistente, i costi di produzione.<\/li><li>La cooperativa deve diventare di conduzione e non cristallizzarsi sul conferimento. La differenza \u00e8 sostanziale, perch\u00e9 la causa della difficile situazione che oggi viviamo nasce dalla distorsione originata dal fatto che i soci del tempo evitarono di diventare imprenditori: \u201ctanto chi ce lo fa fare per i soldi che si guadagnano lavorando s\u00ec e no due mesi l\u2019anno?\u201d. Fu cos\u00ec che, sparita o quasi la zootecnia, siamo diventati subfornitori di chi trasforma, nessuno dei quali lo fa in Friuli. Se pensiamo che la nostra struttura di essiccatoi potrebbe lavorare 40mila quintali di mais verde al giorno e ne tratta invece 25mila mi vengono i brividi. Noi, in questo momento e se non cambiamo, rischiamo seriamente di mettere a repentaglio il nostro patrimonio. Perci\u00f2 \u00e8 assolutamente necessaria una mentalit\u00e0 imprenditoriale: da conduzione, appunto. Lo hanno pur fatto i vignaioli!<\/li><li>Trasformazione. Se l\u2019agricoltore non trasforma ci\u00f2 che produce, regala la parte pi\u00f9 consistente della filiera a chi lo fa, il quale diventa, a sua volta, il vero padrone del settore produttivo. Per restare al paragone col vino, \u00e8 stata questa la grande sfida vinta: tenere tra le proprie mani la vendita. L\u2019unico esempio che abbiamo in Friuli \u00e8 la cooperativa di 9 soci <em>Blave di Mortean<\/em>, che oggi lavora circa 2.500 quintali di granella l\u2019anno. Bravi loro, me \u00e8 tutto l\u00ec ci\u00f2 che abbiamo saputo esprimere? Possibile che nessuno li abbia imitati?<\/li><li>Poi c\u2019\u00e8 il bio, in costante crescita e qui si potrebbero ottenere anche prodotti di nicchia. Va abbracciato con convinzione, per non incappare nell\u2019errore fatto, ad esempio, con i fagioli: nel 2017 una multinazionale greca, con stabilimento in Italia, ci contatt\u00f2 per provare a produrre del fagiolo biologico, regalandoci addirittura il seme. Risultato? Su 50 ettari piantati, abbiamo raccolto 110 quintali di fagioli, poco pi\u00f9 di due per ettaro. Una vergogna! E perch\u00e9? Avevano garantito 1.200 \u20ac ettaro, premio per coltura orticola biologica prevista dal PSR, indipendentemente dal risultato. Cos\u00ec hanno piantato e poi non ci hanno pi\u00f9 pensato. O meglio: lo hanno fatto, ma solo per andare ad incassare l\u2019obolo.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Il biologico potrebbe dare valore ai nostri prodotti, con buoni margini di guadagno. Ma servono progettualit\u00e0, impegno, orgoglio di fare meglio degli altri. Si chiama accettare la competizione, che \u00e8 la miglior medicina per fare impresa. Altrimenti che si fa? Lasciamo i campi incolti?<\/p>\n\n\n\n<p>Noi agricoltori dovremmo proporci come <em>giardinieri dell\u2019ambiente<\/em>, quali in effetti siamo nella maggior parte dei casi. Perch\u00e9 serve un\u2019agricoltura che preservi il territorio, che poi \u00e8 il nostro vero patrimonio. Se lo maltrattiamo, alla fine saremo noi stesso i primi a soffrirne. Vale la pena?\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Daniele Castagnaviz coltiva i suoi 28 ettari a seminativo a Risano ed \u00e8 anche presidente della Cerealicola Vieris con sede [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"province":[9],"vineyard":[],"blend":[],"age":[12],"testimonial":[37],"farm":[4],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1"}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":208,"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1\/revisions\/208"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1"},{"taxonomy":"province","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/province?post=1"},{"taxonomy":"vineyard","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/vineyard?post=1"},{"taxonomy":"blend","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/blend?post=1"},{"taxonomy":"age","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/age?post=1"},{"taxonomy":"testimonial","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/testimonial?post=1"},{"taxonomy":"farm","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/farm?post=1"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}