{"id":135,"date":"2020-11-28T12:02:35","date_gmt":"2020-11-28T12:02:35","guid":{"rendered":"http:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/?p=135"},"modified":"2020-12-04T14:20:42","modified_gmt":"2020-12-04T14:20:42","slug":"graziano-zanello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/graziano-zanello\/","title":{"rendered":"Graziano Zanello"},"content":{"rendered":"\n<div style=\"height:35px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>\u201cNoi allevatori siamo diventati antipatici: quando passiamo con i nostri enormi rimorchi di liquame, chi ci incrocia ci suona il clacson con disappunto. Ci accusano di rovinare le strade. Se vendi latte sei percepito come persona sporca, che puzza di stalla, che inquina. Mentre se alle stesse persone ti presenti con una forma di formaggio in mano, ti accolgono con piacere e sorridenti quale portatore di un profumato e buon prodotto tradizionale. Dobbiamo diventare simpatici come i produttori di vini\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo il pensiero, tra il goliardico e il provocatorio, che ha guidato Graziano Zanello ad imprimere un cambiamento radicale alla sua numerosa famiglia di allevatori da diverse generazioni:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAlcuni componenti della mia famiglia, nell\u2019800, andarono in Argentina. Coi soldi guadagnati tornarono a Talmassons e acquistarono due colon\u00ece &#8211; circa 30 ettari &#8211; e cos\u00ec fecero ripartire l\u2019azienda zootecnica con seminativi in proprio. Fino alla generazione di mio padre, che aveva fatto la quinta elementare, che fece progredire la famiglia e ci fece studiare (mio fratello Franco ed io ci siamo diplomati periti agrari a Cividale, come professore di zootecnia avevamo Enos Costantini, bravissimo. Alle sue lezioni non volava una mosca. Anche mia moglie, Paola Boaro, pure lei proveniente famiglia di allevatori, lo ebbe come insegnante). Nel 2001 ci trovammo davanti al baratro. Il prezzo del latte era crollato dai 45 centesimi\/litro ai 30; lo stesso trattore, che un anno prima pagavamo 80 milioni di Lire, costava 80.000 Euro. Entrava la met\u00e0 ed usciva il doppio. Non sapevamo che fare.<\/p>\n\n\n\n<p>Le colpe del disastro ricaddero su tutti gli attori del comparto, politici e industriali compresi. Noi coltivatori e allevatori ci siamo seduti sugli allori pensando che, con la nascita dei centri di essicazione di mais e delle grandi cooperative del latte negli anni Sessanta, voluti dalla Giunta Berzanti con Comelli e Lucca e dalle organizzazioni sindacali, i problemi fossero risolti per sempre. Producevamo, portavamo all\u2019ammasso negli essiccatoi, nelle centrali del latte e incassavamo. Ci eravamo solo scordati di leggere lo statuto dei padri fondatori, dove avevano scritto che quello era solo un primo passo e sarebbe stato poi necessario proseguire sulla strada dell\u2019innovazione, in particolare investendo nella trasformazione. Invece noi portavamo all\u2019ammasso non solo i cereali, ma anche il nostro cervello che smise di pensare. Certo ci furono altre concause, ben pi\u00f9 pesanti e da noi non controllabili. Dal 1970 in poi si afferm\u00f2 un modello produttivo di stampo industriale americano, senza per\u00f2 disporre delle loro estensioni e di un mercato cos\u00ec vasto. Il <em>mantra<\/em> era produrre, produrre, produrre sempre di pi\u00f9 per abbassare i costi. Certo: la zootecnia aveva fatto enormi progressi. Come detto: mentre tutti attorno guadagnavano, noi allevatori ci indebitavamo, spesso su una strada senza ritorno. In primis le industrie &#8211; era il loro obbiettivo &#8211; che poi avevano sempre pi\u00f9 margini, schiacciandoci con prezzi sempre pi\u00f9 bassi. Senza contare la pletora degli addetti ai servizi: commercialisti, consulenti, veterinari, burocrati e via dicendo.<\/p>\n\n\n\n<p>Allora ero presidente dell\u2019Associazione Allevatori e dissi: la colpa \u00e8 di tutti, per cui ora sediamoci al tavolo per discutere cosa fare. Nulla accadde. Per tutta risposta ci dissero che la gente doveva mangiare sempre a minor costo. Si aggiunsero anche le direttive comunitarie \u2013 con il PSR e la PAC \u2013 che peggiorarono la situazione. Noi eravamo nuovamente tornati i <em>sotans<\/em>, i sottomessi, come lo fummo per i secoli precedenti, causa delle grandi emigrazioni. Non avevamo sbocchi, in pi\u00f9 ci accusavano, a ragione, d\u2019inquinare. Non avevamo pi\u00f9 alcun potere contrattuale. Passammo dalle 100 bestie in stalla alle 200; poi ce ne chiesero 400 e poi 1.000. Servivano milioni di euro da investire e dove trovarli? Pi\u00f9 volte mi venne in mente una lezione di Enos Costantini che ci raccomand\u00f2 di non seguire il modello produttivo americano.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei primi anni 2000 fondammo <em>La Sisile<\/em> (rondine in friulano), i cui soci sono la famiglia Zanello e mia moglie. Era arrivato il momento di \u201cdistinguerci per non estinguerci\u201d. Scegliemmo di seguire la strada della sostenibilit\u00e0 ambientale, partendo dalle energie rinnovabili: pannelli fotovoltaici e biogas. Buona scelta perch\u00e9 gener\u00f2 una nuova entrata che ci dette ossigeno. Il pensiero della sostenibilit\u00e0 crebbe dentro di noi. Avevamo fatto una riflessione: la legge pensa solo al benessere animale, ma non a colui che sta in stalla. Chi fa le leggi non sa che vita facciamo. Si metta gli stivali e passi un giorno assieme a noi. Scriverebbe leggi pi\u00f9 rispettose per chi lavora! Non basta: alla salute del consumatore chi ci pensa? E ai nostri figli vogliamo lasciar loro un ambiente irrimediabilmente compromesso? Allora avevamo 80 animali, di cui 50 in lattazione. Chiamammo a casa nostra, seduti attorno al grande tavolo di legno ovale, tre periti dell\u2019Associazione allevatori a cui esponemmo la nostra idea. La risposta? <em>Abbiamo capito che non avete capito nulla<\/em>. Un allevatore nostro amico ferm\u00f2 mio fratello e gli disse: <em>Non avrei mai creduto che tu, tuo fratello e tua cognata avreste buttato via cos\u00ec i soldi che vostro padre ha speso per farvi studiare<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2014 producevamo 7.000 q.li di latte bio all\u2019anno. Eravamo, allora, i primi in Friuli e li consegnavamo a Granarolo, ma subito pensammo che quella non era la strada per valorizzare al meglio il nostro lavoro, portando quel latte nel calderone industriale. Dovevamo trasformarlo noi in formaggio. Chiamammo Fabiano Simcic, tecnico dell\u2019Associazione, per chiedergli se ci poteva indicare una latteria privata che potesse produrre formaggio per noi. Dopo una settimana ci disse che era disponibile quella di Turrida di Sedegliano, gestita da un vero artigiano-casaro. In sei mesi ottenemmo 7.000 forme, peraltro di qualit\u00e0 eccellenti. Fummo i primi a portare sul mercato un Montasio bio. Dopo 6 mesi il titolare casaro ci disse che era stanco e ci chiese di acquistarla. Ancora debiti. Rest\u00f2 con noi per tre anni. Nel frattempo trovammo uno dei pi\u00f9 bravi casari del Friuli: Roland Pressacco, che cos\u00ec \u00e8 tornato al suo paese natio. Oggi produciamo 30 forme al giorno, circa 10.000 l\u2019anno. Da latte tutto vivo di solo fieno prodotto nei nostri 100 ettari (coltivati perlopi\u00f9 a mais, ma anche a orzo, frumento e pisello proteico). E la vendita? Mia moglie si offr\u00ec di sostituirmi alla mungitura, cos\u00ec da potermi dedicare, da neofita, ai mercati. Ho un sogno: essere il primo ad esportare negli USA il Montasio bio. Vendiamo a \u201cCampagna amica\u201d e ai grossisti, ma le migliori soddisfazioni le abbiamo con l\u2019e-commerce: Francia, Germania, Portogallo, Spagna e, ovviamente, in Italia. Al Montasio bio aggiungiamo il Latteria bio e poi i freschi (stracchino, mozzarella e burro). Senza dimenticare il formaggio ubriaco, che ci siamo fatti fare dall\u2019affinatore della Casearia Carpenedo, che ha avuto un grande successo: 400 forme e tutte vendute\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cNoi allevatori siamo diventati antipatici: quando passiamo con i nostri enormi rimorchi di liquame, chi ci incrocia ci suona il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"province":[9],"vineyard":[],"blend":[],"age":[12],"testimonial":[22],"farm":[5],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/135"}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=135"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/135\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":220,"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/135\/revisions\/220"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=135"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=135"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=135"},{"taxonomy":"province","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/province?post=135"},{"taxonomy":"vineyard","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/vineyard?post=135"},{"taxonomy":"blend","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/blend?post=135"},{"taxonomy":"age","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/age?post=135"},{"taxonomy":"testimonial","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/testimonial?post=135"},{"taxonomy":"farm","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/farm?post=135"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}