{"id":148,"date":"2020-11-28T12:10:45","date_gmt":"2020-11-28T12:10:45","guid":{"rendered":"http:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/?p=148"},"modified":"2020-12-04T14:17:08","modified_gmt":"2020-12-04T14:17:08","slug":"michele-gortani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/michele-gortani\/","title":{"rendered":"Michele Gortani"},"content":{"rendered":"\n<div style=\"height:35px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Michele Gortani e suo fratello Pietro guidano l\u2019azienda agricola di famiglia, a indirizzo lattiero-caseario, assieme ai genitori Renato e Aurelia. Hanno sede \u2013 con stalle e caseificio &#8211; a Santa Maria La Longa, nei pressi di Palmanova, dove possiedono 30 ettari coltivati a mais e foraggio. Altri 120 sono di pascolo in affitto sul Monte Zoncolan, in Carnia, dove sono due malghe: Poz\u00f4f e Tamai. Allevano 80 vacche da latte, che poi portano in malga durante la stagione estiva. Hanno fatto del formaggio denominato <em>formadi frant<\/em> il loro prodotto simbolo. Michele, quarant\u2019anni e cura anche le vendite, \u00e8 laureato in legge ed \u00e8 avvocato, professione che non esercita. Ci racconta: \u201cMi \u00e8 sempre piaciuto andare in malga, fin da piccolo. Purtroppo \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile portare avanti questi progetti. Pi\u00f9 passano gli anni e pi\u00f9 forte sento dentro di me rafforzarsi l\u2019amore per quanto faccio. Mi nutre la convinzione che creare alimenti serva a far crescere gli uomini sani, ovvero in salute, mentre il piacere del mangiare muta, vedi Covid. La nutrizione, invece, resta un punto fisso per ognuno di noi e se allargo lo sguardo a quanto noi facciamo come famiglia Gortani, allevare vacche in maniera corretta e salutare mi riempie di soddisfazione. Perch\u00e9 anche il corpo ne guadagna. Il nutrirsi \u00e8 un concetto che non muter\u00e0 nel tempo, rester\u00e0 in eterno. Sono profondamente convinto che il vero contadino \u2013 e la sua cultura etica \u2013 pu\u00f2 contribuire a preservare il buono della terra, il che ti porta a ricercare il modo migliore per dialogare con la natura\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>E il bio?<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon serve il biologico in quanto \u00e8 un concetto ideologico, mentre per me \u00e8 importante arrivare a una sintesi che ci avvicini al punto di equilibrio tra noi e la natura\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Michele parla in maniera pacata, non fa arringhe, pesa le parole: \u201cLa mia \u00e8 una generazione di reazionari nel senso che siamo contro la rivoluzione agricola degli anni \u201860 del secolo scorso, che aveva nella produzione la sua cultura assoluta\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Allora, lo interrompe l\u2019Autore, si usciva da un periodo di lunga miseria e da una terribile guerra, per cui non erano mai abbastanza formaggio, latte, vino, pane. Semmai l\u2019errore \u00e8 stato non aver capito in tempo che quella stagione era finita. Il vino, per\u00f2, lo ha fatto con il Rinascimento incominciato nel 1970. Ahinoi, i cambiamenti devono avvenire prima nelle nostre menti e l\u2019uomo \u00e8 un animale pigro, e stiamo vedendo, particolarmente in Italia, quanto sia ottuso ed incapace di leggere ci\u00f2 che sta per accadere.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHai ragione. La nostra generazione &#8211; che \u00e8 quella che tra i 25 e i 40 anni, ovvero la mia (1978) &#8211; ricerca delle combinazioni ideali tra uomo e natura che s\u2019avvicinano, per certi versi, all\u2019esistenzialismo. \u00c8 proprio questa ricerca di nuovi modelli che mi ha permesso di esprimere il mio talento e sfruttarlo al meglio. Non avrei avuto le stesse soddisfazioni se avessi scelto di seguire la professione forense, di questo ne sono certo. Rispetto ai nostri genitori, abbiamo il grande vantaggio di poter disporre della ricerca e delle tecnologie applicate, che non sono una bestemmia, tutt\u2019altro. La tecnologia, sommata all\u2019igiene e a nuove idee, possono contribuire a migliorare di molto il prodotto, senza per questo snaturarlo. A mio modo di vedere cos\u00ec garantiamo lunga vita anche alla traduzione. Non desidero far diventare pi\u00f9 grande l\u2019azienda, avere pi\u00f9 valore, crescere, crescere, crescere. Non \u00e8 nelle mie corde. A mio parere la vera ricchezza sta nel trovare la corretta sintesi con la crescita del territorio ed essere consapevole che tu sei uno di quegli elementi che il territorio lo pu\u00f2 far crescere, migliorandolo. Mi rendo anche conto che tale equilibrio non \u00e8 semplice da raggiungere, ma nemmeno impossibile. Bisogna che nasca una comunit\u00e0 di connessione tra vari territori, anche al di fuori della propria regione, in modo tale da poter esprimere e collocare sui mercati i nostri prodotti. Noi, come generazione di reazionari, sappiamo perfettamente il danno causato dai supermercati nel perseguire il loro disegno di omologazione dei gusti, nel tentativo di far sparire i veri sapori dei prodotti sani, il cui confronto temono. Per cui l\u2019omologazione \u00e8 il nemico da combattere. Un esempio: la sempre minor richiesta del formaggio invecchiato, sia il Malga o il Latteria o Montasio. Sono prodotti che costano, perch\u00e9 hanno bisogno di tempo per maturare. Da tanti anni ormai, i formaggi sul mercato si assomigliano, ispirati come sono a quelli industriali che, per definizione, sono lontani dal timbro del territorio. Sono tutti teneri, ovviamente freschi, banali, spalmabili e sono quelli che dilagano nelle pubblicit\u00e0 in TV e non solo. Sta a noi combattere questa deriva. \u00c8 stato mio fratello a voler continuare a produrre il Malga invecchiato, tant\u2019\u00e8 che al momento stiamo vendendo il 2016\u201d. (Eccezionale! L\u2019Autore lo ha assaggiato ed il suo profumo lo ha accompagnato per tutta l\u2019intervista).<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cL\u2019amara verit\u00e0 \u00e8 che se ne vende sempre meno. Poi sono formaggi che vanno raccontati, come i grandi vini. La conferma arriva dalla riposta a questa domanda: noi ci siamo chiesti da dove nasce il successo del <em>formadi frant<\/em>. Il merito \u00e8 dei ristoratori innamorati dei prodotti. Dei cuochi che hanno saputo interpretare e narrare l\u2019unicit\u00e0 di questo prodotto. Veri e insostituibili testimonial dell\u2019alta qualit\u00e0. A monte c\u2019\u00e8 stata la nostra scelta di optare questo nostro <em>modus operandi<\/em>, che richiede dedizione e tempo, ma che \u00e8 rimasto l\u2019unico dove hai un interlocutore che la qualit\u00e0 la sa apprezzare. Il <em>Frant<\/em> della Malga <em>Poz\u00f4f<\/em> \u00e8 diventato il nostro simbolo aziendale, anche se stare tre mesi in malga, sotto il profilo strettamente economico, non converrebbe. In quei tre mesi incassiamo infatti 40.000 \u20ac, con quattro dipendenti e con le vacche che quando scendono a valle non producono per due mesi. Ci\u00f2 che conta per noi \u00e8 la resilienza, fondamentale per dare una visione reale della qualit\u00e0, che deve combinarsi con il proprio territorio, senza il quale, alla lunga, non potremmo distinguerci. Noi dobbiamo arrivare alla multifunzionalit\u00e0 della malga, dove non solo si producono latte e formaggio, ma si offrono anche servizio di agriturismo, un museo della civilt\u00e0 contadina, oltre a diventare punto d\u2019appoggio per le camminate, coinvolgendo le guide per escursioni di vario genere. Per cui dobbiamo avere la capacit\u00e0 e la visione di sviluppare, attorno al prodotto base, un\u2019idea che possa essere, come dicevamo, multifunzionale. Noi siamo sia in montagna sia in pianura, dove \u00e8 tutto pi\u00f9 facile, ma il fascino e l\u2019immagine che ti d\u00e0 la malga, opportunamente gestita, resta per noi essenziale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Note sull\u2019azienda.<\/em><br>La Fattoria Gortani \u2013 allevatori e produttori \u2013 \u00e8 dedita principalmente all\u2019allevamento di bovine da latte, rigorosamente di razza bruna, nonch\u00e9 alla trasformazione di parte del latte proprio in formaggi tipici friulani.<br>Durante il periodo invernale l\u2019azienda ha la sede operativa in comune di Santa Maria La Longa, localit\u00e0 Mereto dove, in via Palmanova 16, gestisce anche il piccolo caseificio con annesso negozio di vendita.<\/p>\n\n\n\n<p>La tradizione casearia familiare era nata negli anni Trenta, quando nonno Riccardo &#8211; aveva17 anni &#8211; decise di intraprendere l\u2019attivit\u00e0 di malgaro monticando Malga Meledis, in comune di Paularo (UD).<br>Da 25 anni gestiamo Malga Poz\u00f4f, che si trova sullo Zoncolan in comune di Ovaro, con annesso agriturismo dove si possono gustare, oltre ai formaggi d\u2019alpeggio, il tipico salame affumicato e una buona variet\u00e0 di piatti locali.<\/p>\n\n\n\n<p>Da alcuni anni la famiglia si dedica non solo alla produzione, ma anche all\u2019affinamento dei propri prodotti aziendali. Il <em>Frant <\/em>veniva prodotto, originariamente, in alta quota come metodo di conservazione per evitare il deterioramento di quei formaggi che non avevano sviluppato una corretta maturazione. Il nome, infatti, deriva dal metodo di produzione che comporta la frantumazione di formaggi con varia stagionatura, da due anni a pochi mesi e successiva amalgamazione con panna, latte, sale e pepe.<\/p>\n\n\n\n<p>Si producono anche affinamenti di Latteria in vinaccia e con varie spezie.<strong><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Michele Gortani e suo fratello Pietro guidano l\u2019azienda agricola di famiglia, a indirizzo lattiero-caseario, assieme ai genitori Renato e Aurelia. 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