{"id":81,"date":"2020-11-28T11:37:01","date_gmt":"2020-11-28T11:37:01","guid":{"rendered":"http:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/?p=81"},"modified":"2020-12-04T14:25:23","modified_gmt":"2020-12-04T14:25:23","slug":"guido-lenarduzzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/guido-lenarduzzi\/","title":{"rendered":"Guido Lenarduzzi"},"content":{"rendered":"\n<div style=\"height:35px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Quella di Guido Lenarduzzi \u00e8 una gran bella storia da raccontare. Studente di tecnologie alimentari all\u2019Universit\u00e0 di Udine, durante il suo percorso di studi sceglie di affrontare una ricerca sulla filiera delle farine e s\u2019imbatte in una riguardante i grani antichi in Toscana. Con coraggio e sana incoscienza tipica di un ventenne, si muove sulle ali dell\u2019entusiasmo fino a conoscere uno dei primi fornai che si occupava della filiera dei grani antichi toscani. Risultato: spende tre mesi delle vacanze estive da quel fornaio che poi diverr\u00e0 amico e compagno di lavoro. Questo rapporto venne portato avanti per tre anni durante i quali ha potuto verificare le proprie idee. Fu cos\u00ec che riusc\u00ec a recuperare delle sementi adatte, o cos\u00ec si sperava che fossero, alle condizioni pedoclimatiche friulane.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVa chiarito\u201d, osserva Guido, \u201cche i cereali che si coltivavano un tempo in Friuli, erano il frumento, la segale, il mais e il grano saraceno. Gli altri, come il grano duro, nei terreni settentrionali difficilmente attecchivano con successo per via del clima. Per cui era consuetudine produrre la pasta con il grano tenero, che \u00e8 alla base di molti piatti delle nostre tradizioni. Solo negli anni \u201860, per una legge nazionale a salvaguardia delle tipicit\u00e0 della pasta <em>made in Italy <\/em>e del Meridione, fu imposto che, per essere definita tale, avrebbe dovuto essere prodotta esclusivamente con semola di grano duro\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Bene. Con quella donazione di grani \u201ctoscani\u201d, questo ragazzo riusc\u00ec, con l\u2019aiuto di un agricoltore, a piantare i primi 3000m in Friuli: \u201cRisultati stupefacenti, senza irrigazione, concimazione e trattamenti fitosanitari vari\u201d, esclama Guido. \u201cIl frumento crebbe benissimo, raggiungendo un\u2019altezza media di 1.70 m. Incredibile, se pensiamo ai frumenti moderni convenzionali. L\u2019anno dopo decidemmo di riseminare tutto, coinvolgendo altri tre agricoltori e cos\u00ec per gli altri due anni seguenti, finch\u00e9 si decise di fondare l\u2019associazione <em>#Graniantichifvg.<\/em> L\u2019anno successivo un passo in pi\u00f9: creammo la<em> Cooperativa agricola Grani Antichi FVG<\/em>, con sede a Rauscedo. L\u2019obiettivo era costruire un esempio di filiera innovativa agricola, dal campo alla tavola, salvaguardando la salute del consumatore e allo stesso tempo il territorio e l\u2019ambiente che lo circonda\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi la cooperativa consta di 11 soci, oltre ad alcuni agricoltori esterni, con i quali siamo riusciti a produrre fino a 50 ettari di frumento da variet\u00e0 antiche. La cooperativa, dopo circa 18 mesi di lavoro, ha raggiunto i 120.000 \u20ac di fatturato, superando numerose difficolt\u00e0 e aprendo il mercato su gran parte del territorio regionale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCome ben sappiamo\u201d, sottolinea ancora Guido, \u201cin agricoltura il problema non \u00e8 tanto produrre, bens\u00ec costruire un progetto sostenibile che possa riuscire a gestire tutta la filiera, salvaguardando gli interessi e gli obiettivi di tutti, interiorizzandosi la parte commerciale. Questo \u00e8 quanto abbiamo fatto, evitando di spendere ed investire in strutture troppo costose; infatti la cooperativa \u00e8 partita con un capitale sociale ridottissimo di 20.000 \u20ac, met\u00e0 dei quali utilizzati per l\u2019acquisto delle materie prime conferite dai soci, l\u2019altra met\u00e0 \u00e8 stata utilizzata per le spese di avviamento della cooperativa stessa\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco il piano ideato da Guido Lenarduzzi.<\/p>\n\n\n\n<ol type=\"1\"><li>Selezione dei mulini e dei mugnai pi\u00f9 adatti ed esperti nella trasformazione a pietra di queste variet\u00e0 di grano. Ne selezionammo due: il primo maggiormente tecnologico e caratterizzato da un elevata conoscenza ed esperienza nell\u2019arte molitoria, il Molino Terrevive di Rossano Veneto (VI); l\u2019altro il Mulino dell\u2019azienda agricola Fiorindo Mazzolini a Socchieve (UD), caratterizzato da alta rusticit\u00e0 e dinamicit\u00e0 di produzione.<\/li><li>Capannoni ed infrastrutture? No, perch\u00e9 costruirne delle altre, si sono detti. Pi\u00f9 conveniente portare a regime quelle che gi\u00e0 esistono e operano sul territorio. Su questa linea di pensiero, quindi, <em>Grani Antichi FVG<\/em> si \u00e8 unita agli spazi messi a disposizione da un\u2019altra cooperativa del territorio Sangiorgino, la <em>FriulKiwi Sca<\/em>.<\/li><li>Per gli stoccaggi del frumento e per la gestione logistica delle materie prime, hanno creato delle relazioni e dei rapporti di cooperazione con la <em>Cooperativa C.Co.C di Rivolto<\/em> (UD) e ora stanno cercando altri contatti con cooperative del settore cerealicolo.<\/li><li>Trasformazioni e realizzazione dei vari prodotti da forno &#8211; quali i biscotti, i dolci da ricorrenza, i grissini, i crackers ecc. \u2013 sono stati affidati a forni del territorio, costruendo sinergie di collaborazione e condivisione anche con la <em>Cooperativa Sociale ARCA di Pasiano<\/em>, con la quale stanno realizzando numerosi progetti e sviluppi.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>Guido, di cosa ti occupi?<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBeh, di tutto quello di cui abbiamo parlato, ad esclusione della produzione in campo. Non sono un agricoltore, non ho n\u00e9 terreni n\u00e9 mezzi.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi occupo della parte produttiva e di sviluppo, gestionale, commerciale, amministrativa, distributiva e logistica\u2026 insomma, un po\u2019 di tutto. Attualmente distribuiamo a pizzerie, ristoranti, panifici e negozi sul territorio Udinese e Pordenonese, ma contiamo di espanderci, viste le richieste.<\/p>\n\n\n\n<p>Stiamo constatando che il nostro progetto piace, ma soprattutto intravvediamo buone prospettive di crescita, sempre che questa venga sostenuta dalla base e cio\u00e8 dal mondo agricolo. Perch\u00e9 sono loro i reali pilastri di questa struttura. Se non ci credono e non supportano la struttura, questa sar\u00e0 destinata a crollare.<\/p>\n\n\n\n<p>Le prospettive di crescita, come si diceva, sono buone: abbiamo un +30%, non molto, ma nemmeno poco contando le risorse messe a disposizione per la partenza. Diciamo che siamo riusciti a spostare gli sforzi e gli investimenti dalle strutture fisse al mercato, investendo maggiormente nella costruzione di reti e rapporti di collaborazione commerciale e produttiva. Confesso che \u00e8 un mio punto di orgoglio aver realizzato un modello come questo all\u2019interno del mondo agricolo friulano che, notoriamente, non brilla per spirito di collaborazione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Noi aggiungiamo che ci voleva una mente giovane, coraggiosa e preparata, oltre che libera dalle incrostazioni createsi dalle ataviche invidie. Serviva arrivasse Guido Lenarduzzi, un alieno che ha saputo trovare 11 apostoli che lo ascoltassero e che credessero nel suo progetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Bravi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quella di Guido Lenarduzzi \u00e8 una gran bella storia da raccontare. 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