{"id":90,"date":"2020-11-28T11:42:51","date_gmt":"2020-11-28T11:42:51","guid":{"rendered":"http:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/?p=90"},"modified":"2020-12-16T14:22:23","modified_gmt":"2020-12-16T14:22:23","slug":"agricola-gregorat-campolongo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/agricola-gregorat-campolongo\/","title":{"rendered":"Agricola Gregorat"},"content":{"rendered":"\n<div style=\"height:35px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019Azienda Agricola Gregorat, di propriet\u00e0 della famiglia omonima &#8211; capitanata da Loris Gregorat e sua moglie Licia assieme alle figlie Elisa e Anna &#8211; ha sede a Campolongo al Torre. Lavora 750 ettari di terreni, perlopi\u00f9 in affitto, coltivati a mais per il 60%, a soia per il 20% e la restante parte a frumento. Ne parliamo con Elisa, laurea in Agraria a Udine, che con la sorella Anna rappresentano un po\u2019 i jolly in azienda, per le diverse mansioni che svolgono: dalla gestione in generale, contabilit\u00e0 compresa, alla messa a punto del cronoprogramma per le semine. Non manca la parte pi\u00f9 fastidiosa: l\u2019incombente e sempre pi\u00f9 pesante burocrazia che, dice Elisa, \u00e8 diventata insopportabile.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima curiosit\u00e0 \u00e8 data dal cospicuo numero di ettari lavorati:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 stata una crescita continua. Molti nostri clienti storici (accanto all\u2019Agricola, c\u2019\u00e8 anche un\u2019attivit\u00e0 conto terzi, seguita dalla mamma, come tra poco dir\u00f2) hanno, via via, deciso di non seguire i terreni direttamente o perch\u00e9 impegnati in altri lavori, oppure in quanto le propriet\u00e0 erano insufficienti a garantire una certa redditivit\u00e0 lavorandole in proprio. Con l\u2019odierna meccanizzazione e metodi di agricoltura innovativi, 750 ettari non sono poi tantissimi. Hanno il vantaggio di permetterci di avere una massa critica per servire clienti importanti e che pagano puntualmente\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiediamo anche se in Regione sentono la mancanza di una filiera completa, che parta dalla produzione per arrivare alla trasformazione e vendita. Elisa ci risponde in maniera sconsolata:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 un grande limite della nostra Regione, che ora si \u00e8 ridotta ad essere solamente area di produzione, lasciando agli altri la parte pi\u00f9 ricca, quella legata alla trasformazione e al commercio. Non a caso il nostro cliente pi\u00f9 importante \u00e8 in Veneto, i Mulini Ceggia,&nbsp;ai quali conferiamo la maggior parte del nostro prodotto. La nostra filosofia aziendale \u00e8 sempre stata quella di puntare all\u2019alta qualit\u00e0 che richiede una meticolosa gestione di tutti i particolari del nostro lavoro. Che vuol dire anche una gestione di impronta familiare verso i nostri collaboratori.<\/p>\n\n\n\n<p>Col Mulino Ceggia collaboriamo in maniera molto stretta, in quanto loro ci indicano le variet\u00e0 da piantare e le tabelle da rispettare, sapendo che noi garantiamo, anche grazie all\u2019esperienza e alla tecnologia che adottiamo, i loro elevati standard di qualit\u00e0. Ci\u00f2 \u00e8 dato certamente dalla passione che ci mettiamo, ma anche dai cospicui investimenti che abbiamo fatto e continuiamo a fare sulle macchine, sull\u2019elevata tecnologica applicata e la costante ricerca. Usiamo l\u2019agricoltura di precisione ormai da anni, anche nell\u2019ottica di un miglioramento della sostenibilit\u00e0 ambientale. Il nostro parco macchine \u00e8 costosissimo e va ammortizzato e cos\u00ec torniamo agli ettari necessari per poterlo fare. I nostri prodotti vengono poi trasformati in farina di polenta, in farina per i tacos, che vanno in Spagna e in Sudamerica, oppure per fare i <em>corn flakes<\/em>, ma anche la pasta per celiaci.<\/p>\n\n\n\n<p>Sappiamo benissimo che, oltre alla qualit\u00e0, per combattere la concorrenza straniera in particolare, bisogna essere precisi. Ovvero: dare prodotti ben preparati e privi di tossine in quanto la nostra produzione, per la maggior parte, va all\u2019alimentazione umana.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel ribadire che l\u2019opprimente burocrazia non \u00e8 pi\u00f9 compatibile con una piccola azienda perch\u00e9 non la pu\u00f2 sostenere, il grande, enorme problema che abbiamo di fronte, verso il quale ci troviamo soli e impotenti, sono i cinghiali. Assistiamo a un indecoroso rimpallo tra politici, cacciatori e animalisti, con la situazione che sta peggiorando fino a diventare ingestibile. Anzi: possiamo dire che \u00e8 degenerata. Tutti i nostri terreni sono nel raggio di 15 km, ai margini dei torrenti Torre e Versa e vicino all\u2019Isonzo ricchi di vegetazione, dove i cinghiali si nascondono di giorno per uscire a fare le loro razzie di notte. Il danno \u00e8 doppio: oltre a perdere la prima semina, spesso ci obbligano a rifarla aspettando l\u2019apertura della caccia, che arriva il 15 di maggio, in quanto la presenza dei cacciatori li tiene lontani. Il problema sorge in quanto il ritardo pu\u00f2 spostare il ciclo vegetativo o, con l\u2019arrivo del caldo, aumentare il rischio di stress del mais e il conseguente aumento delle tossine, che dobbiamo evitare. Risultato: la qualit\u00e0 del raccolto pu\u00f2 essere deprezzata. Facendo un calcolo, cos\u00ec a spanne, i cinghiali possono costarci oltre \u20ac 100.000 all\u2019anno. Il che grida vendetta al cielo: come \u00e8 possibile che, per l\u2019incuria del legislatore che non sa o non vuole affrontare il problema, si possano buttare al macero tanti soldi e tanti sacrifici?\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Azienda Agricola Gregorat, di propriet\u00e0 della famiglia omonima &#8211; capitanata da Loris Gregorat e sua moglie Licia assieme alle figlie [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"province":[9],"vineyard":[],"blend":[],"age":[11],"testimonial":[34,33,32,31],"farm":[4],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/90"}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=90"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/90\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":269,"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/90\/revisions\/269"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=90"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=90"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=90"},{"taxonomy":"province","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/province?post=90"},{"taxonomy":"vineyard","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/vineyard?post=90"},{"taxonomy":"blend","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/blend?post=90"},{"taxonomy":"age","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/age?post=90"},{"taxonomy":"testimonial","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/testimonial?post=90"},{"taxonomy":"farm","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/farm?post=90"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}