{"id":17,"date":"2020-11-28T09:31:17","date_gmt":"2020-11-28T09:31:17","guid":{"rendered":"http:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/?post_type=insight&#038;p=17"},"modified":"2021-12-06T09:38:29","modified_gmt":"2021-12-06T09:38:29","slug":"uno-sguardo-nel-passato","status":"publish","type":"insight","link":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2021\/approfondimenti\/uno-sguardo-nel-passato\/","title":{"rendered":"La <i>Soft Economy<\/i>. <br>Innovazione, bellezza e sostenibilit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"container advanced-title\">\n\n  <div class=\"text\">\n    <div class=\"index\">\n      <h3>1<\/h3>\n    <\/div>\n    <h2>Introduzione<\/h2>\n    <h3>tratto da \u201c<i>Buonenotizie<\/i>-Corriere della Sera\u201d, <br>del 05.03.2019, a cura di Elena Comelli<\/h3>\n  <\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Il concetto di <em>green economy <\/em>va ben oltre la costruzione di impianti fotovoltaici e la realizzazione dell\u2019efficienza energetica, poich\u00e9 investe l\u2019innovazione nel suo complesso, in tutti i prodotti e processi produttivi, alla ricerca della&nbsp;qualit\u00e0. Il che significa mettere la&nbsp;conoscenza&nbsp;al servizio del&nbsp;miglioramento della vita delle persone&nbsp;e del&nbsp;rispetto ambientale. \u00c8 questo del resto il valore di un\u2019\u00abimpresa della conoscenza che cerca lavoro di qualit\u00e0 e le persone per farlo\u00bb, come sostiene da sempre&nbsp;Enrico Loccioni, tra i relatori di questo primo incontro di&nbsp;<em>Soft Economy<\/em>:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa recente storia del nostro Gruppo testimonia il grande sforzo nel realizzare progetti \u201csostenibili\u201d, come la <em>Leaf Community<\/em> o la riqualificazione del fiume Esino, che traducono in gesti concreti i valori della responsabilit\u00e0 sociale d\u2019impresa, generando bellezza e prendendosi cura dell\u2019ambiente. L\u2019impresa deve sempre seminare bellezza. Non a caso il ponte pedonale, che abbiamo affidato all\u2019architetto tedesco Thomas Herzog, molto impegnato sul fronte della sostenibilit\u00e0, \u00e8 stato selezionato ed esposto alla Biennale di Architettura di Venezia. L\u2019idea di adottare la valle di San Clemente \u00e8 quella di riportare all\u2019agricoltura le tecnologie che abbiamo creato, per migliorane la sostenibilit\u00e0. Siamo partiti misurando la \u201cbuccia\u201d della terra, nei primi 20 centimetri di suolo cos\u00ec importanti per la nostra alimentazione e cos\u00ec maltrattati dalle pratiche intensive, tanto da perdere tre quarti della loro fertilit\u00e0. Per ricostruire la fertilit\u00e0 perduta ci vuole la rotazione delle colture (come facevano i nostri avi! NdA). Il nostro obbiettivo \u00e8 dimostrare che l\u2019agricoltura si pu\u00f2 fare diversamente e che in questo modo si possono riportare le persone in campagna. Perch\u00e9, come dice Aldo Bonomi, non c\u2019\u00e8 <em>smart-city<\/em> senza <em>smart-land.<\/em> Ci siamo dedicati alla filiera del pane, selezionando il terreno, il tipo di grano tenero, la macinatura, fino al fornaio che lavora con la pasta madre e ora produce un pane veramente straordinario.&nbsp; Poi alla filiera dell\u2019olio, cercando di capire di cosa ha bisogno il terreno per produrre meglio. Con la sensorizzazione delle arnie abbiamo appurato che le api producono di pi\u00f9 se stanno bene. In prospettiva contiamo di misurare tutte le filiere, dal campo al consumatore nell\u2019ambito del progetto Arca (Agricoltura per la Rigenerazione Controllata dell\u2019Ambiente) che abbiamo lanciato assieme a Giovanni Fileni e Bruno Garbini. Lo scopo \u00e8 riprogettare i percorsi dal suolo alle persone, coinvolgendo le comunit\u00e0 locali e le imprese agricole in chiave di economia circolare. Perch\u00e9 la rigenerazione dei territori passa inevitabilmente per l\u2019innovazione tecnologica. Ma anche per la formazione delle persone. Accanto all\u2019abbazia di Sant\u2019Urbano stiamo realizzando una scuola, dove si tratterranno tutti gli aspetti del <em>digital farming,<\/em> per i ragazzi di et\u00e0 diverse, fino all\u2019universit\u00e0. Perch\u00e9 il futuro si riprogetta insieme\u201d.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"container advanced-title\">\n\n  <div class=\"text\">\n    <div class=\"index\">\n      <h3>2<\/h3>\n    <\/div>\n    <h2>Non \u00e8 vero che siamo avvolti dal buio. Tutt\u2019altro.<\/h2>\n    <h3>Sintesi editoriale di Nicola Saldutti, in \u201c<i>Pianeta 2021<\/i>. <br>Corriere della Sera\u201d del 25.11.2020<\/h3>\n  <\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Se i nostri giovani si muovono con chiarezza per costruire aziende in sintonia con la necessit\u00e0 di salvare la Madre terra, importanti segnali ci arrivano sia dalle imprese private sia dalla scuola. Qui portiamo alcuni esempi, non senza ricordare la crescita esponenziale che stanno avendo le aziende che scelgono di diventare<em>Societ\u00e0 Benefit<\/em>(tra esse anche Civibank di Cividale e la Illy di Trieste). Vuol dire che lo scatto c\u2019\u00e8 stato. Che stiamo cambiando strada in maniera irreversibile.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Afferma il presidente di <em>Assobenefit<\/em>, Mauro Del&nbsp;Barba, \u201cche in questo momento abbiamo centinaia di imprese, anche tra i grandissimi nomi delle societ\u00e0 quotate, che ci contattano e manifestano l&#8217;intenzione di diventare <em>Societ\u00e0 Benefit<\/em>, alle quali stiamo cercando di fornire un orientamento perch\u00e9 assumere lo <em>status<\/em> \u00e8 relativamente semplice, ma mantenerlo, in concreto, non lo \u00e8\u201d. \u201cAll&#8217;origine di questa tendenza culturale c&#8217;\u00e8 ovviamente\u201d, osserva Federico Fubini, giornalista che, come pochi, fa comprendere con chiarezza l\u2019economia, \u201cla tripla crisi dell&#8217;ultimo decennio: finanziaria, ambientale e sanitaria. Sempre di pi\u00f9 anche la teoria economica accetta che le imprese non possano pi\u00f9 definire&nbsp;l&#8217;inquinamento che provocano, l&#8217;impatto sociale delle loro attivit\u00e0 o i riflessi avversi sulle comunit\u00e0 territoriali nelle quali operano semplicemente delle \u201cesternalit\u00e0 negative\u201d. Una parte crescente dell&#8217;opinione pubblica \u00e8 convinta che non sia pi\u00f9 sufficiente per il&nbsp;sistema produttivo pagare le tasse e scaricare sui governi o sulle associazioni di volontariato il compito di gestire le conseguenze dell&#8217;inquinamento o della povert\u00e0 educativa\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma cosa sono le <em>Societ\u00e0 Benefit<\/em>? Derivano dal modello statunitense e in Italia sono state codificate con una legge del patto di stabilit\u00e0 del&nbsp;2016. Va precisato che essa non apre la strada a sgravi fiscali o a regole pi\u00f9 alte sul lavoro o sui prodotti. Non garantisce necessariamente neppure la posizione di mercato, perch\u00e9 gran parte del pubblico \u00e8 ancora largamente all&#8217;oscuro dell&#8217;esistenza stessa di una qualifica del genere. In base a questa legge una societ\u00e0 che decide definirsi Benefit, con un atto giuridico presso un notaio, cambia in maniera sostanziale la propria ragione sociale: mantiene l&#8217;obiettivo del profitto per i suoi azionisti e rimane completamente all&#8217;interno nei meccanismi di economia di mercato; ma, allo stesso tempo, decide di perseguire in maniera misurabile, nell&#8217;esercizio della propria attivit\u00e0, anche precisi obiettivi di beneficio comune. Il rischio? Quello definito di <em>greenwashing <\/em>(ecologismo&nbsp;di&nbsp;facciata), del dichiarare un impegno in attivit\u00e0 sostenibili solo per fare pubbliche relazioni. In teoria un Ente locale, un&#8217;associazione ambientalista territoriale, un condominio o gli stessi dipendenti potrebbero citare in giudizio&nbsp;una societ\u00e0 Benefit, se ritengono che questa non stia rispettando gli obiettivi diversi dal profitto che ha dichiarato. Anche se non \u00e8 ancora mai accaduto.<\/p>\n\n\n\n<p>Le opportunit\u00e0 restano, sottolinea Del Barba. Una in particolare, legata alla ricerca sempre pi\u00f9 intensa di opportunit\u00e0 di investimenti in attivit\u00e0 sostenibili da un punto di vista ambientale, sociale e del governo societario. La crescita e la maturazione del sistema di societ\u00e0 Benefit, dice Del Barba, possono dare all&#8217;Italia un vantaggio competitivo nell\u2019attrazione di capitali. Di certo nell&#8217;Unione europea gran parte dell\u2019elaborazione&nbsp;sulla definizione attivit\u00e0 verdi (la \u201ctassonomia\u201d), va in questo senso. Forse per una volta pu\u00f2 essere tra le prime su una strada nuova, invece che in ritardo.<\/p>\n\n\n\n<p>Di questa, al momento, silenziosa rivoluzione non solo economica, ma pure etico-sociale, \u00e8 un convinto sostenitore Renzo Rosso, fondatore del marchio <em>Diesel<\/em>: \u201cL&#8217;Italia\u201d, sostiene, \u201cha tutto per essere il paese icona dell&#8217;economia circolare rigenerativa. Dobbiamo considerare questa congiuntura come un momento di cambiamento unico che non possiamo mancare. Il nostro Paese \u00e8 ricco di una bellezza naturale, architettonica e storica unica. Abbiamo un patrimonio culturale e gastronomico dei pi\u00f9 ampi. Se tutto ci\u00f2 venisse gestito in maniera sostenibile, potremmo diventare il Paese icona a cui tutti aspirano\u201d. Osserviamo che in fatto di sostenibilit\u00e0 c&#8217;\u00e8 da aggiungere che in Germania, nazione che per quanto riguarda la sostenibilit\u00e0 si mobilit\u00f2 per prima (ricordate le piogge acide sui loro boschi?), a fine 2020 ottiene ancora il 37-38 per cento dell\u2019energia dal carbone e dalla lignite, di cui sono piene le loro foreste. E l\u2019Italia? Brilla con il suo 12 per cento di consumo di carbone, ossia meno di un terzo di quello della Germania. &nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPoi c&#8217;\u00e8 un pezzo della nostra economia troppe volte sottovalutato\u201d, continua Renzo Rosso, \u201cl\u2019agricoltura. Siamo i primi al mondo per la coltivazione biologica, con circa il 15,5% della superficie totale. Ci sono societ\u00e0 che in questo momento stanno studiando con l\u2019intelligenza artificiale come individuare gli insetti dannosi direttamente sul campo coltivato e poi adottare le contromisure a minor impatto ambientale. Agricoltura <em>hi-tech<\/em> sostenibile: l&#8217;Italia \u00e8 diventato un laboratorio avanzato di futuro in questo settore quasi senza rendersene conto. Sul fronte dell\u2019energia restiamo leader nelle fonti rinnovabili grazie alla riduzione delle centrali termiche e alla spinta sulle fonti alternative. L&#8217;industria, dal 1990, ha tagliato del 37% le emissioni di gas serra. Gli obiettivi sono ambiziosi: entro il 2030 bisogna ridurre del 55% questo dato per arrivare alla neutralit\u00e0 carbonica nel 2050. Nell\u2019<em>Italy climate report <\/em>dal 1990 al 2018 per ogni chilowattora consumato siamo scesi da 600 grammi di CO2 a meno di 290 grammi. L&#8217;anidride carbonica, cos\u00ec decisiva per la fotosintesi clorofilliana e cos\u00ec dannosa: l\u2019Eni ha messo in campo un progetto per catturarla dove una volta c&#8217;era il gas, a Ravenna. Sar\u00e0 il pi\u00f9 grande serbatoio mondiale di CO2. Sono tanti i pezzi di leadership del Paese, bisogna mettersi l\u00ec a riscoprirli\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"container advanced-title\">\n\n  <div class=\"text\">\n    <div class=\"index\">\n      <h3>3<\/h3>\n    <\/div>\n    <h2>Laurea Magistrale in <i>Climate change<\/i><\/h2>\n    <h3><\/h3>\n  <\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p><em>Non c&#8217;\u00e8 cibo senza agricoltura, non c&#8217;\u00e8 agricoltura senza pioggia, non c&#8217;\u00e8 salute se l&#8217;aria \u00e8 inquinata.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Una delle innovazioni pi\u00f9 interessanti che crea un nuovo percorso formativo strettamente collegato alla gestione anche del mondo agricolo e del pianeta, ci arriva dalla Universit\u00e0 di Trento e di Innsbruck che, assieme, hanno ideato un corso di laurea Magistrale (2018\/2019) in meteorologia ambientale che coinvolge vari settori economici: agricoltura, turismo, trasporti, grandi opere. Come si legge nel piano formativo, il percorso prepara figure professionali in grado di conoscere i principi fisici alla base dei fenomeni atmosferici, le variabili e le equazioni che li descrivono e le caratteristiche dei principali sistemi meteorologici alle varie scale spaziali e temporali. Fanno parte del programma di studio gli insegnamenti nell&#8217;ambito delle discipline di scienze della terra, chimiche e agrarie, tecniche e gestionali. Il professor Dino Zardi, coordinatore scientifico della laurea magistrale di Trento, osserva: \u201cI cambiamenti climatici stanno modificando sempre pi\u00f9 l&#8217;ambiente in cui viviamo. Una serie di interrogativi si pongono sul nostro futuro in un clima modificato, di cui stentiamo ancora a intravedere le caratteristiche, quale sar\u00e0 la disponibilit\u00e0 di risorse vitali, come salute, acqua, cibo? Tutte queste risorse dipendono dal clima: non c&#8217;\u00e8 cibo senza agricoltura, non c&#8217;\u00e8 agricoltura senza pioggia, non c&#8217;\u00e8 salute se l&#8217;aria \u00e8 inquinata, o se arrivano patogeni per i quali non avevamo gi\u00e0 sviluppato le difese. La nostra capacit\u00e0 di anticipare questi cambiamenti dipende da quanto riusciremo a progredire nelle nostre conoscenze e nelle tecnologie ecosostenibili: le nostre possibilit\u00e0 di riportare la situazione a valori sostenibili dipende dalla nostra capacit\u00e0 di cambiare modello di sviluppo. Per\u00f2 anche le scelte virtuose, come il sempre maggior uso di fonti energetiche rinnovabili &#8211; solare, eolico, idroelettrico &#8211; presuppongono la conoscenza di dove e quanto tali risorse saranno disponibili\u201d. Tutto questo porta al cuore della scelta dell&#8217;universit\u00e0 di Trento: \u201cLa domanda di informazione su questi argomenti e i dati, analisi e previsioni affidabili \u00e8 in continuo aumento. Non solo da parte di un pubblico generalista diffuso (come le previsioni meteo precise e tempestive sul nostro cellulare), ma anche da parte di imprese, organizzazioni di categoria, professionisti istituzionali\u201d. Con prospettive occupazionali di grande interesse, essendo un mercato in continua espansione a livello mondiale.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"container advanced-title\">\n\n  <div class=\"text\">\n    <div class=\"index\">\n      <h3>4<\/h3>\n    <\/div>\n    <h2>UE: premi all\u2019agricoltura sostenibile <\/h2>\n    <h3><\/h3>\n  <\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>In tema di sostenibilit\u00e0 c\u2019\u00e8 una buona notizia che arriva dalla politica europea: \u00e8 il <em>Green Deal<\/em>. C\u2019\u00e8 da dire che la politica agricola comune post 2020 pesa per 378 miliardi nel bilancio 2021-2027 dell\u2019Unione. Almeno il 30% delle risorse per lo sviluppo rurale dovr\u00e0 essere destinato a misure agro-ambientali e almeno il 20% dei fondi dei pagamenti diretti (questa \u00e8 una novit\u00e0) dovr\u00e0 andare al sostegno di schemi ecologici, come l\u2019agricoltura biologica, la riduzione di fitofarmaci e fertilizzanti e altre pratiche agricole con un impatto positivo sull\u2019ambiente. Un\u2019evoluzione storica dell\u2019impianto tradizionale, perch\u00e9 per la prima volta i fondi della PAC saranno assegnati in base ai risultati raggiunti anzich\u00e9 al mero rispetto delle norme di conformit\u00e0. Dal 2023, quando entreranno in vigore le nuove regole, lo Stato membro sar\u00e0 giudicato sugli obiettivi raggiunti del <em>Green Deal. <\/em>L\u2019accordo prevede infatti che ogni Paese UE presenti un piano strategico nazionale per la definizione e l\u2019attuazione degli interventi relativi ai pagamenti diretti, alle misure di mercato dello sviluppo rurale. L\u2019accordo prevede anche il sostegno ai giovani agricoltori. Inoltre uno Stato membro potr\u00e0 creare un fondo di mutualizzazione nazionale, fino al 1% dei pagamenti diretti percepiti dagli Agricoltori, da attivare in caso di catastrofe, come alluvioni e siccit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"container advanced-title\">\n\n  <div class=\"text\">\n    <div class=\"index\">\n      <h3>5<\/h3>\n    <\/div>\n    <h2><i>Taxonomy Regulation<\/i> o tassonomia<\/h2>\n    <h3><\/h3>\n  <\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>\u201cIn biologia (\u00e8 il professor Attilio Scienza che ci viene in aiuto) la tassonomia&nbsp;\u00e8 quell\u2019insieme di metodi che definiscono le modalit\u00e0 di classificazione dei <em>taxa<\/em> (gli intervalli evolutivi, come gli ordini, le famiglie, i generi, specie, etc). Pu\u00f2 utilizzare metodi fenotipici (es.: le differenze morfologiche); chimici (es.: la capacit\u00e0 di produrre specifici metaboliti di riconoscimento); molecolari (le differenze nei marcatori del DNA). Nel caso citato il termine tassonomia si riferisce alla priorit\u00e0 delle scelte che devono essere fatte per classificare gli investimenti sostenibili\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La Gazzetta ufficiale dell\u2019Unione Europea ha pubblicato, il 22 giugno 2020, il Regolamento (UE) 2020\/852 del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 giugno 2020 relativo all\u2019istituzione di un quadro che favorisca gli investimenti sostenibili e recante modifica del regolamento (UE) 2019\/2088. Definito&nbsp;<em>Taxonomy Regulation<\/em>, entrer\u00e0 in vigore nel 2022. Regolamento che stabilisce i criteri per determinare se un\u2019attivit\u00e0 economica possa considerarsi ecosostenibile, al fine di individuare il grado di ecosostenibilit\u00e0 di un investimento. Esso si applica:<\/p>\n\n\n\n<p>1. alle misure adottate dagli Stati membri o dall\u2019Unione che stabiliscono obblighi per i partecipanti ai mercati finanziari o gli emittenti in relazione a prodotti finanziari o obbligazioni societarie resi disponibili come ecosostenibili;\u00a0<br>2. ai partecipanti ai mercati finanziari che mettono a disposizione prodotti finanziari;<br>3. alle imprese soggette all\u2019obbligo di pubblicare una dichiarazione di carattere non finanziario o una dichiarazione consolidata di carattere non finanziario ai sensi, rispettivamente, dell\u2019articolo 19 bis o dell\u2019articolo 29 bis della direttiva 2013\/34\/UE del Parlamento europeo e del Consiglio.<br>La tematica della sostenibilit\u00e0 (in particolar modo ambientale, ma non solo) occupa oggi un ruolo centrale nell\u2019agenda della Commissione europea, come testimoniato dall\u2019adozione del\u00a0<em>Green Deal<\/em> europeo: una <em>roadmap<\/em> di azioni finalizzate ad un uso pi\u00f9 efficiente delle risorse, con l\u2019ambizione di una transizione a un\u2019economia circolare, efficiente sotto il profilo delle risorse e competitiva, che riduca al massimo l\u2019inquinamento, che ristori la biodiversit\u00e0 e in cui la crescita economica sia dissociata dall\u2019uso delle risorse.<\/p>\n\n\n\n<p>I benefici di una tale classificazione sarebbero inizialmente di tipo reputazionale e di marketing (alla luce del ruolo sempre maggiore degli investimenti sostenibili nelle politiche di investimento dei diversi investitori), ma non solo: numerosi programmi adottati a livello comunitario prevedono, infatti, sovvenzioni e investimenti dedicati alle imprese che contribuiscono a vario titolo alla transizione ad un\u2019economia&nbsp;<em>green<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Per godere del&nbsp;<em>label<\/em>&nbsp;di sostenibilit\u00e0 ai sensi della&nbsp;<em>Taxonomy Regulation,<\/em>&nbsp;le imprese dovranno dimostrare di contribuire ad uno dei seguenti obbiettivi, senza causare alcun rilevante pregiudizio per gli altri:<\/p>\n\n\n\n<ul><li>mitigazione del cambiamento climatico;<\/li><li>adattamento al cambiamento climatico;<\/li><li>uso sostenibile e protezione delle risorse idriche e marine;<\/li><li>transizione ad un\u2019economia circolare, prevenzione degli sprechi e incremento dell\u2019utilizzo di materiali secondari;<\/li><li>prevenzione e controllo dell\u2019inquinamento;<\/li><li>protezione e ristorazione della biodiversit\u00e0 e degli ecosistemi.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Osserva Nicola Saldutti in <em>Tassonomia, meglio sapere cosa vuol dire<\/em>: \u201cUno dei problemi della diffusione dello spirito ecologista \u00e8 stato proprio l&#8217;ecologismo a tutti i costi, contrario per principio all&#8217;industria e ci\u00f2 non ha aiutato molto. Anche per questo la rivoluzione verde ci ha messo tanto a diventare un impegno e una consapevolezza da parte delle aziende (non tutte, naturalmente), e degli Stati. Che per\u00f2, adesso, hanno cominciato a correre. E cose che sembravano impensabili stanno entrando nella vita quotidiana. Per cui Strasburgo \u00e8 il primo posto al mondo che ha varato una legge sulla cosiddetta tassonomia. Parola apparentemente complicata, ma di una semplicit\u00e0 disarmante: nessuno si potr\u00e0 pi\u00f9 autoproclamare verde, ecologico, sostenibile, ambientalmente compatibile. I criteri sono definiti, fissati. E soltanto le aziende che si uniformeranno a questi principi avranno la patente di alleati del pianeta\u201d.&nbsp; Anche per non ripetere quello che \u00e8 accaduto per il \u201cbio\u201d, territorio molto controverso dove non sempre il significato di quella parolina magica per conquistare consensi consumatori \u00e8 stata rispettata fino in fondo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Pure la finanza, che ha molte cose da farsi perdonare, ha cominciato a pensare che verde potrebbe far rima anche con redditivit\u00e0 oltre che con valore (non solo economici). \u00c8 tutto racchiuso, conclude Saldutti, \u201cnelle parole di Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea, dopo aver preso la decisione di investire fortemente nei <em>green bond<\/em>, ha pensato ai suoi: <em>Ho figli e nipoti e non voglio proprio trovarmi a guardarli negli occhi quando mi dovessero chiedere: ma cosa avete fatto?<\/em>\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Destreggiarsi tra Green Economy, Smart Cities e Green Deal<\/p>\n","protected":false},"featured_media":441,"template":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2021\/wp-json\/wp\/v2\/insight\/17"}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2021\/wp-json\/wp\/v2\/insight"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2021\/wp-json\/wp\/v2\/types\/insight"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2021\/wp-json\/wp\/v2\/media\/441"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2021\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}