{"id":19,"date":"2020-11-28T09:38:56","date_gmt":"2020-11-28T09:38:56","guid":{"rendered":"http:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2020\/?post_type=insight&#038;p=19"},"modified":"2021-12-06T09:36:22","modified_gmt":"2021-12-06T09:36:22","slug":"il-nostro-futuro","status":"publish","type":"insight","link":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2021\/approfondimenti\/il-nostro-futuro\/","title":{"rendered":"Gli italiani stanno voltando le spalle alla Dieta Mediterranea"},"content":{"rendered":"\n<p>I comparti che andremo ad esaminare in questo \u201cQuaderno 2022\u201d riguardano, tra gli altri, l\u2019orticoltura, la frutticoltura, l\u2019ulivicoltura e le erbe officinali che sono alla base, col pane e il pesce, della Dieta mediterranea*, dai cui principi, come tra poco vedremo, gli italiani si stanno allontanando, causando preoccupanti conseguenze anche sulla salute. Insomma siamo nel bel mezzo di tante trasformazioni e troppe contraddizioni anche nei comportamenti dei consumatori.<\/p>\n\n\n\n<p>Quanto segue \u00e8 la sintesi di un lavoro pubblicato da Elisabetta Moro e apparso su \u201cCook-Corriere della Sera\u201d del 12.06.19. Riguarda uno studio pubblicato sull\u2019<em>European Journal of Public Health<\/em>, dal titolo <em>Socioeconomic and psychosocial determinants of adherence to the Mediterranean diet in a general adult Italian population<\/em>. L\u2019indagine \u00e8 condotta da 27 ricercatori italiani, che collaborano al progetto <em>Moli-sani e all\u2019Inhes Study (Italian Nutritional &amp; Health Survay)<\/em>, guidati da Licia Iacoviello, medico e professore ordinario di Igiene e salute pubblica dell&#8217;Universit\u00e0 dell&#8217;Insubria di Varese.<\/p>\n\n\n\n<p>Quante persone praticano questo stile alimentare &#8211; la Dieta mediterranea &#8211; nel Paese in cui \u00e8 stato scoperto, ovvero l\u2019Italia?<\/p>\n\n\n\n<p>Le risposte sconfortano: al Nord solo il 41% della popolazione mangia mediterraneo. Al Sud si sale appena al 42,1%. Il Centro sembra che si affacci sul Baltico anzich\u00e9 sul Mare Nostrum: totalizza un misero 16,8%. Sotto Roma si mangia cos\u00ec per tradizione, mentre al Nord la piramide alimentare \u00e8 una scelta consapevole, ovvero bilanciare gusto e salute. Nell&#8217;Italia a tavola, l\u2019aderenza alla dieta mediterranea cresce con il reddito. Come dire che oggi \u00e8 un lusso. Non a caso la crisi economica del 2007-2010 ha spinto molti italiani verso consumi alimentari di qualit\u00e0 inferiore, pi\u00f9 simili a quelli del Nord Europa. Incrementando l&#8217;acquisto di uova, formaggi, insaccati <em>low cost<\/em>, pane e dolci a lunga conservazione, nonch\u00e9 di prodotti industriali, ricchi di grassi, zuccheri e sale. Qualcosa di analogo era gi\u00e0 accaduto con il <em>boom <\/em>economico degli anni Sessanta. La differenza \u00e8 che, allora, gli italiani volevano lasciarsi alle spalle la guerra e la miseria contadina. Sempre pi\u00f9 sughi elaborati, carni rosse, formaggi, uova, grassi animali. E meno cereali integrali, legumi, verdura, dolci al posto della frutta. Sostanzialmente il modello alimentare <em>made in USA.<\/em>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I primi a capirlo e tradurlo in politiche sono stati i finlandesi che, negli anni Settanta, abbassarono i dazi delle importazioni di frutta, verdura, olio extravergine d&#8217;oliva e vino per favorirne il consumo. Il risultato di questa \u201cmediterraneizzazione\u201d \u00e8 che, allora, avevano il primato europeo di infarti, mentre oggi sono sani come pesci. Gli Stati Uniti, invece, sono andati nella direzione opposta. L&#8217;obesit\u00e0 e la malattia da cattiva alimentazione erano e restano un flagello. Con un consumo di carne che supera in media il quintale all\u2019anno pro capite. Secondo l\u2019universit\u00e0 di Oxford \u00e8 record mondiale. Il Belpaese, con i suoi 50 chili, \u00e8 lontano da questi eccessi. Nonostante ci\u00f2, l\u2019Italia ha un indice di adeguatezza mediterranea (Mai), cio\u00e8 la misurazione scientifica di quanto lo stile di vita aderisca a questo modello, per nulla entusiasmante. Negli anni \u201860 la media nazionale era di 3,3, un valore non altissimo sulla scala da 1 a 10, ma che includeva casi virtuosi come la Calabria (7,5) e il Cilento (6,3), assieme a casi meno brillanti come l&#8217;Emilia Romagna (2,4). Oggi la media \u00e8 scesa a 1,62: per fare un paragone gli Stati Uniti, ultimi in classifica, sono a 0,64.&nbsp; Insomma, non siamo i peggiori al mondo, ma stiamo sconsideratamente abbandonando la nostra cultura culinaria.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il problema pi\u00f9 grande sono, per\u00f2, i bambini. Soprattutto al Sud. Secondo un&#8217;altra ricerca, <em>Okkio alla salute<\/em> &#8211; svolta ogni due anni dal Ministero della salute e dal Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie &#8211; su un campione di 48.946 bambini di 8-9 anni e 48.464 genitori di tutte le regioni tra malnutrizione e obesit\u00e0, i piccoli italiani se la passano male. Siamo il paese europeo con pi\u00f9 minori <em>over size<\/em>, 3 su 10. E la Campania, dove la dieta mediterranea \u00e8 stata scoperta, \u00e8 addirittura il fanalino di coda. Perch\u00e9? I piccoli mangiano mediterraneo ai pasti, ma <em>fast food <\/em>fuori casa. Fanno poco sport. I genitori del Sud, sottolineano gli scienziati, non rilevano i chili in eccesso finch\u00e9 il bambino non \u00e8 palesemente obeso. In pi\u00f9 da un ulteriore studio svolto in Campania dal <em>MedEatResearch<\/em>, un fattore determinante \u00e8 l&#8217;importanza del cibo nella relazione tra madre e figlio. Soprattutto nelle classi sociali pi\u00f9 disagiate, dove una madre affettiva e accudente \u00e8 prima di tutto \u201cnutriente\u201d e la seduzione alimentare guarda pi\u00f9 i figli che i mariti. \u00c8 evidente, dobbiamo ricominciare tutto da capo, recuperando il meglio della tradizione. Non per una intempestiva nostalgia del passato. Ma per un lungimirante ritorno al futuro.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:67px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-background has-cyan-bluish-gray-background-color has-cyan-bluish-gray-color is-style-default\"\/>\n\n\n\n<div style=\"height:27px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">* La Dieta mediterranea venne scoperta dall\u2019americano Ancel Keys. Invitiamo il lettore a fare un veloce ripasso di questo modello alimentare che il mondo c\u2019invidia e che noi ora stiamo quasi ripudiando. La storia gli ha dato talmente ragione che l\u2019Unesco, nel 2010, ha proclamato la Dieta mediterranea patrimonio dell&#8217;umanit\u00e0. E la FAO, tre anni dopo, l\u2019ha indicata come ricetta ideale per nutrire il pianeta con un impatto ecologico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">Ancel Benjamin Keys (Colorado Springs 1904-Minneapolis 2004), fu biologo e fisiologo. Studiando l\u2019epidemiologia delle&nbsp;malattie cardiovascolari, giunse a&nbsp;formulare ipotesi sull\u2019influenza dell\u2019alimentazione in tali patologie e ad individuare i&nbsp;benefici&nbsp;di un regime alimentare da lui stesso definito&nbsp;\u2018dieta mediterranea\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">Nei primi anni \u201950 venne a Roma, gi\u00e0 famoso in quanto ideatore della&nbsp;\u2018Razione K\u2019 (razione da combattimento individuale giornaliera introdotta negli Stati Uniti d\u2019America nel 1942 nel corso della seconda guerra mondiale), per partecipare al primo \u2018Convegno sull\u2019alimentazione\u2019. Rimase affascinato dal dato della&nbsp;bassa incidenza di patologie cardiovascolari&nbsp;e di disturbi gastrointestinali&nbsp;nella regione Campania e nell\u2019isola di Creta, e fu il promotore del primo studio pilota per chiarire tale mistero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">Prese in esame la popolazione di Nicotera, in Calabria, e nel 1962 si trasfer\u00ec a Pioppi, villaggio di pescatori del comune di Pollica, nel Cilento, dove rimase per 40 anni, studiando, insieme ad alcuni collaboratori, l&#8217;alimentazione della popolazione locale e giungendo alla conclusione che la dieta mediterranea apportava benefici alla salute.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">Dalle anamnesi che estrapol\u00f2 dalle interviste dei pazienti emerse che nei paesi del Sud Italia, viste le precarie condizioni economiche della popolazione, l\u2019alimentazione era basata su cibi poveri come cereali integrali, legumi, frutta, verdura, pesce e pochissima carne.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">Dopo avere studiato lo stile alimentare del ceto medio della popolazione campana e calabrese, cominci\u00f2 a sottoporre i suoi pazienti negli USA allo stesso stile alimentare, riscontrando una notevole riduzione di eventi mortali per patologie cardiovascolari, ma niente di paragonabile alle percentuali nell\u2019Italia meridionale. Individu\u00f2 l\u2019elemento chiave&nbsp;nella qualit\u00e0 e nelle propriet\u00e0 dei grassi impiegati, e in particolare&nbsp;nell\u2019olio extravergine d\u2019oliva, eleggendolo uno dei nutraceutici fondamentali per la prevenzione e la cura delle patologie cardiovascolari. Insieme alla moglie Margaret, nel 1975, tradusse i suoi studi in forma divulgativa nel volume&nbsp;<em>\u2018How to eat well and stay well: the Mediterran way\u2019<\/em>&nbsp;(Come mangiare bene e stare bene: lo stile mediterraneo), un libro che fece epoca e che diffuse il concetto di \u2018dieta mediterranea\u2019 in tutto il mondo. Rientr\u00f2 definitivamente a Minneapolis nel 2004, qualche mese dopo aver compiuto 100 anni e vi mor\u00ec pochi mesi prima del compimento dei 101 anni, a riprova della bont\u00e0 della sua Dieta mediterranea.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quante persone praticano questo stile alimentare?<\/p>\n","protected":false},"featured_media":438,"template":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2021\/wp-json\/wp\/v2\/insight\/19"}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2021\/wp-json\/wp\/v2\/insight"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2021\/wp-json\/wp\/v2\/types\/insight"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2021\/wp-json\/wp\/v2\/media\/438"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadernidiagricoltura.it\/2021\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}