• Esperto
  • Gorizia
  • Collio, F. Isonzo

Alessandro Del Zovo

La Cantina Produttori Cormòns

Dai 350 ettari dei soci, la Cantina Produttori Cormòns ottiene circa 2.200.000 bottiglie, delle quali 850.000 Doc Collio ed il resto Doc Isonzo che, dalla vendemmia 2019, diventerà Doc Friuli. Alle quali s’aggiungono 350.000 bottiglie di Ribolla spumante, mentre di quella ferma, Doc Collio, se ne vendono 180.000. Il loro posizionamento è nella fascia medio alta col Collio e in quella media con la Doc Friuli.

Alessandro Dal Zovo, direttore della Cantina Produttori di Cormòns – e il presidente Filippo Bregant, in rappresentanza del centinaio di soci della cooperativa – hanno le idee chiare. Lo spiega lui stesso: “Il mandato che ho avuto è di esaltare le differenze territoriali del Collio dal resto del panorama cooperativistico regionale”.

Una bella sfida per Dal Zovo, che arriva dall’aver diretto la cantina di Angoris per 14 anni, dopo essersi formato come enologo proprio nella Cantina Produttori, sotto la direzione di Luigi Soini. Sfida che ha accettato con convinzione ed entusiasmo:

“La strada del miglioramento qualitativo, delle rese/ettaro contenute supportate da un’adeguata politica di vendita è l’unica perseguibile. È necessario ridare valore alle vigne, che è in costante discesa. È anche nostro dovere primario remunerare adeguatamente i soci-conferitori. Già quest’anno avranno un ritorno in linea con il valore di mercato delle uve. Noi non vendiamo vino in cisterna, ma lo commercializziamo tutto direttamente con la nostra rete vendita, anche attraverso il nostro negozio qui in cantina – che vale il 10% del fatturato – e Al Cantiniere, l’osteria sulla statale che produce ben l’11% del fatturato, che è pari a 11 milioni di euro”.

La cantina ha appena completato il rebranding, che si presenta con bottiglie ben abbigliate, con etichette sobrie, ma incisive, dove è posto in evidenza il cru, ovvero “Cormòns”.
Alessandro Dal Zovo non è solo responsabile tecnico della produzione, bensì si è accollato anche la direzione commerciale, strategie comprese. Oltre a sovrintendere la parte amministrativa.

Ancora una bella notizia: il Vino della Pace continuerà la sua storia, nata per volere di Luigi Soini nel 1985, e si è trasformato in un brand,le cui bottiglie rappresentano l’apice qualitativo della produzione aziendale. L’etichetta del 2017 – dove compaiono dei versi del poeta friulano Paolo Menon – è stata disegnata dallo stilista Roberto Capucci.

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