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Fabian Muzic

Ciò che è impossibile da copiare è l’anima della tua vigna

Sono 24 gli ettari di vigneto, dei quali 22 (Doc Collio) sulle ripide colline di San Floriano e due alla Mainizza (Doc Isonzo), con vigne piantate a Merlot e Cabernet Franc. Producono 100mila bottiglie, di cui l’85% vendute in Italia.

Azienda a conduzione famigliare, quella dei Muzic di San Floriano del Collio: papà Ivan, mamma Orietta e i loro figli, ambedue laureati: Fabijan (classe 1993), in viticoltura ed enologia a Udine ed Elija (classe 1992) in chimica a Trieste. Il primo segue la cantina e il mercato. Il secondo i vigneti.

Fabijan, sguardo veloce, occhi azzurri, loquace, ha un entusiasmo contagioso. A 25 anni è diventato consigliere del Comune di San Floriano. Ascoltate che idea ha avuto, pienamente approvata dal Consiglio comunale. “Creare un Collio bianco, ottenuto raccogliendo 10/15 kg di uva dalle 56 aziende che hanno aderito, compresi i conferitori (ossia coloro che producono solo uva). La raccolta del 2019 – la prima – è avvenuta il 22 di settembre 2019. Uve solo autoctone (Tocai, Malvasia e Ribolla), per la cui vinificazione si è offerta la nostra cantina. Poi si andrà a rotazione. Abbiamo raccolto 7,20 quintali di uva che ci daranno 650 bottiglie da Lt. 0.75. Il vino sarà venduto e il ricavato lo useremo per acquistare oggetti e giocattoli per i bambini dell’asilo, oltre che fare le pierre del Comune”. E poi si sente dire che i ragazzi non hanno idee e voglia di lavorare!

Torniamo all’azienda Muzic.

“Principale obbiettivo della nostra azienda è valorizzare e aumentare la produzione del Collio bianco, ottenuto dalle tre uve autoctone quali Tocai, Malvasia e Ribolla Gialla. Senza dimentica quelle internazionali (Chardonnay, Pinot grigio e Sauvignon). Collio bianco che vogliamo proporre vinificato per vigneti. Abbiamo sempre curato quelli vecchi, veri gioielli di famiglia e ne abbiamo che vanno dai 55 agli 80 anni. Producono poco, ma ci regalano oro. Ebbene: il nostro sogno è di valorizzarli sempre di più. Intanto prolungando la sosta in bottiglia per uscire al 2° anno. Perché solo così possono esprimere tutta la loro potenzialità. L’annata 2018 si venderà nel 2020 e avremo 4000 bottiglie che, ovviamente, vorremmo incrementare. A medio termine ci concentreremo sugli autoctoni per un progetto che prevede la vinificazione vigna per vigna in funzione dell’età, microclima e terreno. Otterremo in tal modo più cru di Collio bianco, ognuno con la sua personalità”.

Questa è la filosofia della Borgogna, l’unica in grado di valorizzare le differenze creando, al tempo stesso, l’identità del prodotto unico, espressione del terroir.

“Già da tempo vinifichiamo vigna per vigna e lì abbiamo capito quale percorso seguire. In cantina ci sono tante vasche piccole che creano un lavoro complesso, ma ne vale la pena. Uno degli esempi ci viene da una vigna di Tocai di 55 anni da noi denominata Valeris che risulta essere sempre il migliore. Non l’abbiamo ancora selezionato come cru”.

E perché?

“In quanto eravamo troppo stupidi, risponde, papale papale, Fabijan. Ora che ne abbiamo capito il valore, con l’annata 2018 abbiamo messo da parte 1000 bottiglie che faremo uscire tra il 2021 e 2022. Lo stesso accadrà per le alte vigne”.

Vi ascoltano in Consorzio?

Fabijan è, dicevamo, un entusiasta, ma sa essere anche critico:

“Amo il nostro Consorzio Collio e guai non ci fosse, ma devono ascoltarci. Se vogliamo portare sempre più in alto il Collio bianco, vanno riscritte le regole, senza le quali non si migliora. Questo vino di terroir deve avere una linea ben definita e che ora manca. Ognuno usa le uve che crede, pensando così di diversificarsi, oltre che usando diversi modelli di vinificazione. Mentre la vera diversità sta nelle nostre vigne, che dobbiamo imparare a valorizzare, ma partendo dalle stesse uve: le tre autoctone. Perché poi ci pensa l’ambiente, unito all’età delle viti a creare l’unicità espressiva, con l’interpretazione dell’uomo, s’intende. Se non arriviamo a questo, mai ritroveremo la nostra identità. È solo a questo punto che si diventa inimitabili. Perché le componenti clima+terreno+uomo tali sono. Identità che non è data dal metodo di vinificazione che poi tutti possono copiarti. Ciò che, invece, è impossibile da carpire è l’anima della tua vigna”. Parole sante, caro Fabian, parole sante.

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Quaderni di Agricultura è un sito web e un libro.

È un progetto realizzato per Camera di Commercio di Udine e Pordenone da Walter Filiputti e Tundra Studio.

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