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Luisa Menini

Essere vignaioli artigiani per preservare e valorizzare il territorio

Il progetto di questa piccola azienda agricola è di arrivare a 55.000 bottiglie verso il 2022, mentre al momento ne producono 42.000, che vanno all’estero per il 37%. Sette gli ettari di vigneto coltivati.

Arrivo a Valvasone in anticipo, così ne approfitto per una camminata nel centro storico della cittadina, certamente una delle più belle della Regione. Entro in duomo per rivedere l’organo; cammino i sottoportici e ammiro le tante case antiche perfettamente restaurate. L’azienda Borgo delle Oche è a due passi dal castello, che era chiuso per restauri. Arrivo che stanno pressando le prime uve. Mi scuso, ma non avevo alternative. Arriva Luisa Menini, laurea in tecnologie alimentari, mentre il marito, Augusto Majero Pittini, è consulente agronomo ed enologo. Luca, il maggiore dei due figli, lavora col padre e studia enologia. Il più piccolo, Andrea, quel giorno era al Politecnico di Milano per un test sul web design, per cui tutta la famiglia era in apprensione. Confesso che è stato un vero piacere stare con loro oltre un’ora. Una bella famiglia con solide basi etiche e rispettosa del lavoro in vigna a conduzione artigianale.

Eccoci al tema, ovvero le strategie di una piccola cantina.

“Siamo deprosecchizzati, così ci presentano. Non abbiamo piantato Prosecco per scelta in quanto con quel vino si perde identità, bene per noi prezioso”.

Forse per reazione, tra i vini che producono, trovate un ottimo spumante metodo classico riserva (75% Chardonnay e 25% Pinot nero) che sta sui lieviti per 68 mesi.

“Coloro che hanno fatto la scelta del Prosecco non parlano di territorio e seguono solo la quantità, in maniera avida. Trattano l’uva come fosse mais. La scelta di condurre i vigneti secondo gli schemi industriali, fa loro dire che deve durare non oltre i dieci anni e poi si spianta (mentre le nostre sono tutte oltre i trent’anni). Così stanno spazzando via sia i piccoli vignaioli sia i conferitori d’uva di qualità. Per costoro non esiste la cultura del vigneto, una bestemmia per noi che abbiamo scelto, per ognuna delle nostre sette varietà (30% di uve rosse), i terreni a loro più adatti, che vanno da quelli sassosi simili al greto del Tagliamento fino ai limi e argille rosse. Seguiamo una viticoltura rispettosa. Pratichiamo, quando serve il diradamento in pianta, suscitando scalpore, tant’è che ci telefonarono per sapere come mai ci fossero grappoli a terra ben prima della vendemmia. Purtroppo la prosecchizzazione di massa porta ad un livellamento dei prezzi verso il basso (ci sono bottiglie di Prosecco in vendita a 1,8 €)”.

Poi la conversazione continua a tavola davanti ad un piatto di formaggio. Luca è molto tranchant nelle sue idee, come si conviene ad un ragazzo qual è.

“Il Prosecco è il nuovo mais, esclama. Purtroppo sono troppi i giovani come me che sono attratti dalla chimera della quantità. Altri miei coetanei, invece, vorrebbero gestire i vigneti secondo le buone regole della sostenibilità, ma servirebbero più risorse. E poi ci vorrebbe maggior formazione (Luca sa di averla in casa N.d.A.). Comunque dobbiamo metter da parte il nostro ego per creare un clima di collaborazione, così da coinvolgere anche i conferitori che producono uve di qualità per i privati”.

Alla mamma non serve fare domande che va a toccare uno dei nervi scoperti per le piccole aziende.

“Poi c’è la burocrazia, che per noi piccoli sta arrivando a costi insostenibili. Facciamo parte della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI), che in regione conta 45 iscritti. Seguiamo regole semplici ispirate alla saggezza contadina. Come chiudere la filiera uva-bottiglia. Essere vignaioli artigiani per preservare e valorizzare il territorio. Produrre solo vini da propria uva. Cercare di superare i blocchi burocratici. Portare avanti un progetto comune che prevede un costante confronto con i colleghi sulle tecniche da seguire e sui prodotti, oltre a sviluppare una vera solidarietà tra di noi”.

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Quaderni di Agricultura è un sito web e un libro.

È un progetto realizzato per Camera di Commercio di Udine e Pordenone da Walter Filiputti e Tundra Studio.

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