• Nuove leve
  • Udine
  • F. Grave, F. Isonzo

Massimo e Jacopo Bassani

Abbiamo sempre creduto nell’agricoltura ecosostenibile

Fondata negli anni 50 da Renzo Bassani, padre di Massimo, ora conta 70 ettari vitati tra le Doc Latisana e Isonzo. Bottiglie prodotte 300.000. Quota export 86%.

Con Massimo Bassani c’è suo figlio Jacopo, che sei anni fa “emigrò” a Bruxelles per promuovere e vendere il vino, fondando una Società assieme al papà. Ora Jacopo è rientrato.

“Non ci fosse stato qui papà, sarei rimasto in Belgio, afferma sorridente. Sono qui ad imparare il mestiere dell’imprenditore agricolo e divido la mia vita tra l’azienda, Bruxelles ed il resto del mondo”.
Di fatto ora Massimo ha, nella guida aziendale, un giovane di grande valore, che dà all’azienda di famiglia una proiezione vincente nel lungo periodo. Bassani senior ha ricoperto numerosi incarichi istituzionali.
Con il guizzo intellettuale che lo contraddistingue, ha ribattezzato il suo territorio – la “Bassa Friulana” – con il nome di “Riviera friulana” (il mare e Lignano sono a pochi chilometri).

Provocato, riassume le nostre pecche: “Siamo incapaci di fare squadra, da sempre esiste una totale mancanza di collaborazione tra collina e pianura e la parola “sinergia” non trova attuazione pratica nel nostro Friuli. In un mondo globalizzato è da sciocchi pensare di raggiungere gli obiettivi senza procedere coesi, superando il limite che i campanili impongono e senza avere una visione prospettica.

Nella nostra Regione l’enogastronomia è sicuramente una delle più importanti attrattive. Vino, prosciutti e formaggi sono da sempre il nostro fiore all’occhiello, ma ultimamente hanno subito duri colpi di immagine, e questo non ha davvero giovato”.

“Hai avuto diverse posizioni dirigenziali nel sistema. Come mai siamo così?

Massimo. “Semplice: non siamo stati capaci di mettere in pratica ciò che dicevamo di voler fare. Solo chiacchiere vuote ed inconcludenti. Ora siamo terribilmente in ritardo anche rispetto ad altre regioni che, per decenni, sono state meno virtuose della nostra”.

Jacopo. “Un esempio di come siamo rappresentati all’estero: nel 2014 dovevo organizzare una cena friulana in Belgio per 300 fiamminghi, buona occasione per promuovere la nostra Regione. Così sono andato più volte nell’Ufficio di rappresentanza regionale a Bruxelles richiedendo delle brochure, mi bastava anche una mappa per far vedere dove ci troviamo. Purtroppo non mi è stato fornito alcun materiale per la promozione del Friuli ed ho ancora una volta dovuto spiegare ai miei ospiti che “siamo quelli vicini a Venezia”. Comunque oggi i nostri vini si trovano sulle tavole dei migliori ristoranti stellati di Bruxelles.

Siamo presenti in 35 Paesi: dal Canada a Porto Rico, dalle Filippine all’Australia, dagli Stati Uniti alla Cina, alla Cambogia, oltre a quasi tutti gli Stati europei.

Grazie all’intuizione di mio padre, che costruì dieci appartamenti agrituristici dotati di ogni confort all’interno dell’Azienda, oggi possiamo ospitare amici, giornalisti e clienti ai quali far toccare con mano le caratteristiche di Isola Augusta. Mi piace poi accompagnarli a conoscere le bellezze naturali, artistiche e culturali della Regione che, come amava definire lo scrittore Ippolito Nievo, è “un piccolo compendio dell’universo”.

Massimo. “Abbiamo sempre creduto nell’agricoltura ecosostenibile ed in tempi non sospetti ci siamo avvicinati alla produzione di uve con trattamenti a basso impatto ambientale, alla geotermia, al fotovoltaico, fino ad arrivare all’installazione di una colonnina per la ricarica gratuita delle auto elettriche. Vi è poi la fertirrigazione: anch’essa apporta grandi benefici all’ecosistema consentendo di risparmiare acqua e limitando l’uso dei concimi. Anche questa prerogativa della nostra azienda è particolarmente apprezzata dai consumatori, sempre più sensibili all’argomento”.

Il futuro del vigneto di Isola Augusta?

Massimo: “Da sempre abbiamo creduto ai vitigni autoctoni, i cui vini produciamo e vendiamo con successo. Tra i bianchi Friulano, Ribolla Gialla, Malvasia e Verduzzo Friulano e tra i rossi Refosco d.p.r e Schioppettino. Ci stiamo impegnando anche nel bio, attraverso la messa a dimora di varietà resistenti. Riteniamo che questa sia la via più sicura da percorrere in una Regione come la nostra, caratterizzata da un’alta percentuale di piovosità”.

Jacopo. “Quando vado a proporre i nostri vini non parto dagli internazionali per vendere gli autoctoni, ma viceversa: mi presento con questi ultimi, che creano un interesse immediato. In questo caso sono gli internazionali che vanno a traino. La nostra filosofia ed il nostro obiettivo sono da sempre quelli di produrre vini eleganti, snelli e non troppo alcolici. Vini che definirei “vini di classe”.

E la burocrazia di cui sempre parliamo?

Massimo. “Nelle nostre aziende si spende più tempo a sbrigare pratiche burocratiche che ad occuparsi di vendite. La burocrazia ci sta davvero schiacciando. Siamo sopraffatti da leggi e regolamenti regionali, nazionali ed europei, molte volte anche in contrasto tra loro e che si affastellano impedendo di procedere con quel minimo di serenità necessaria per concentrarsi sull’attività più importante che è quella di promozione e commercializzazione in Italia e all’estero. È davvero curioso che la politica nazionale ed europea non sia stata in grado di dare risposte efficaci a quello che considero oggi il freno più drammatico alla crescita delle nostre aziende”.

Sei stato, come sappiamo, presidente del Consorzio Latisana. E ora?

Massimo. “Già da quando ho fondato nel 1976 il Consorzio di Tutela della Doc Friuli Latisana mi sono speso, anche incontrando formalmente il Ministro dell’Agricoltura dell’epoca, per ottenere una Doc unica, che oggi è rappresentata dalla Doc Friuli, ma che è arrivata con 40 anni di ritardo. La nostra regione è un piccolo territorio e frammentarla ulteriormente tra tante Doc non mi sembrava una buona idea per la promozione dei nostri prodotti: basti solo pensare che l’intera produzione vinicola del Friuli Venezia Giulia è quantitativamente inferiore a quella di una cantina sociale del vicino Veneto”.

About

Quaderni di Agricultura è un sito web e un libro.

È un progetto realizzato per Camera di Commercio di Udine e Pordenone da Walter Filiputti e Tundra Studio.

designed in tundra