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Michele Gortani

Il nutrirsi è un concetto che non muterà nel tempo, resterà in eterno

Il formadi frant di malga e la generazione reazionaria

Michele Gortani e suo fratello Pietro guidano l’azienda agricola di famiglia, a indirizzo lattiero-caseario, assieme ai genitori Renato e Aurelia. Hanno sede – con stalle e caseificio – a Santa Maria La Longa, nei pressi di Palmanova, dove possiedono 30 ettari coltivati a mais e foraggio. Altri 120 sono di pascolo in affitto sul Monte Zoncolan, in Carnia, dove sono due malghe: Pozôf e Tamai. Allevano 80 vacche da latte, che poi portano in malga durante la stagione estiva. Hanno fatto del formaggio denominato formadi frant il loro prodotto simbolo. Michele, quarant’anni e cura anche le vendite, è laureato in legge ed è avvocato, professione che non esercita. Ci racconta: “Mi è sempre piaciuto andare in malga, fin da piccolo. Purtroppo è sempre più difficile portare avanti questi progetti. Più passano gli anni e più forte sento dentro di me rafforzarsi l’amore per quanto faccio. Mi nutre la convinzione che creare alimenti serva a far crescere gli uomini sani, ovvero in salute, mentre il piacere del mangiare muta, vedi Covid. La nutrizione, invece, resta un punto fisso per ognuno di noi e se allargo lo sguardo a quanto noi facciamo come famiglia Gortani, allevare vacche in maniera corretta e salutare mi riempie di soddisfazione. Perché anche il corpo ne guadagna. Il nutrirsi è un concetto che non muterà nel tempo, resterà in eterno. Sono profondamente convinto che il vero contadino – e la sua cultura etica – può contribuire a preservare il buono della terra, il che ti porta a ricercare il modo migliore per dialogare con la natura”.

E il bio?

“Non serve il biologico in quanto è un concetto ideologico, mentre per me è importante arrivare a una sintesi che ci avvicini al punto di equilibrio tra noi e la natura”.

Michele parla in maniera pacata, non fa arringhe, pesa le parole: “La mia è una generazione di reazionari nel senso che siamo contro la rivoluzione agricola degli anni ‘60 del secolo scorso, che aveva nella produzione la sua cultura assoluta”.

Allora, lo interrompe l’Autore, si usciva da un periodo di lunga miseria e da una terribile guerra, per cui non erano mai abbastanza formaggio, latte, vino, pane. Semmai l’errore è stato non aver capito in tempo che quella stagione era finita. Il vino, però, lo ha fatto con il Rinascimento incominciato nel 1970. Ahinoi, i cambiamenti devono avvenire prima nelle nostre menti e l’uomo è un animale pigro, e stiamo vedendo, particolarmente in Italia, quanto sia ottuso ed incapace di leggere ciò che sta per accadere.

“Hai ragione. La nostra generazione – che è quella che tra i 25 e i 40 anni, ovvero la mia (1978) – ricerca delle combinazioni ideali tra uomo e natura che s’avvicinano, per certi versi, all’esistenzialismo. È proprio questa ricerca di nuovi modelli che mi ha permesso di esprimere il mio talento e sfruttarlo al meglio. Non avrei avuto le stesse soddisfazioni se avessi scelto di seguire la professione forense, di questo ne sono certo. Rispetto ai nostri genitori, abbiamo il grande vantaggio di poter disporre della ricerca e delle tecnologie applicate, che non sono una bestemmia, tutt’altro. La tecnologia, sommata all’igiene e a nuove idee, possono contribuire a migliorare di molto il prodotto, senza per questo snaturarlo. A mio modo di vedere così garantiamo lunga vita anche alla traduzione. Non desidero far diventare più grande l’azienda, avere più valore, crescere, crescere, crescere. Non è nelle mie corde. A mio parere la vera ricchezza sta nel trovare la corretta sintesi con la crescita del territorio ed essere consapevole che tu sei uno di quegli elementi che il territorio lo può far crescere, migliorandolo. Mi rendo anche conto che tale equilibrio non è semplice da raggiungere, ma nemmeno impossibile. Bisogna che nasca una comunità di connessione tra vari territori, anche al di fuori della propria regione, in modo tale da poter esprimere e collocare sui mercati i nostri prodotti. Noi, come generazione di reazionari, sappiamo perfettamente il danno causato dai supermercati nel perseguire il loro disegno di omologazione dei gusti, nel tentativo di far sparire i veri sapori dei prodotti sani, il cui confronto temono. Per cui l’omologazione è il nemico da combattere. Un esempio: la sempre minor richiesta del formaggio invecchiato, sia il Malga o il Latteria o Montasio. Sono prodotti che costano, perché hanno bisogno di tempo per maturare. Da tanti anni ormai, i formaggi sul mercato si assomigliano, ispirati come sono a quelli industriali che, per definizione, sono lontani dal timbro del territorio. Sono tutti teneri, ovviamente freschi, banali, spalmabili e sono quelli che dilagano nelle pubblicità in TV e non solo. Sta a noi combattere questa deriva. È stato mio fratello a voler continuare a produrre il Malga invecchiato, tant’è che al momento stiamo vendendo il 2016”. (Eccezionale! L’Autore lo ha assaggiato ed il suo profumo lo ha accompagnato per tutta l’intervista).

“L’amara verità è che se ne vende sempre meno. Poi sono formaggi che vanno raccontati, come i grandi vini. La conferma arriva dalla riposta a questa domanda: noi ci siamo chiesti da dove nasce il successo del formadi frant. Il merito è dei ristoratori innamorati dei prodotti. Dei cuochi che hanno saputo interpretare e narrare l’unicità di questo prodotto. Veri e insostituibili testimonial dell’alta qualità. A monte c’è stata la nostra scelta di optare questo nostro modus operandi, che richiede dedizione e tempo, ma che è rimasto l’unico dove hai un interlocutore che la qualità la sa apprezzare. Il Frant della Malga Pozôf è diventato il nostro simbolo aziendale, anche se stare tre mesi in malga, sotto il profilo strettamente economico, non converrebbe. In quei tre mesi incassiamo infatti 40.000 €, con quattro dipendenti e con le vacche che quando scendono a valle non producono per due mesi. Ciò che conta per noi è la resilienza, fondamentale per dare una visione reale della qualità, che deve combinarsi con il proprio territorio, senza il quale, alla lunga, non potremmo distinguerci. Noi dobbiamo arrivare alla multifunzionalità della malga, dove non solo si producono latte e formaggio, ma si offrono anche servizio di agriturismo, un museo della civiltà contadina, oltre a diventare punto d’appoggio per le camminate, coinvolgendo le guide per escursioni di vario genere. Per cui dobbiamo avere la capacità e la visione di sviluppare, attorno al prodotto base, un’idea che possa essere, come dicevamo, multifunzionale. Noi siamo sia in montagna sia in pianura, dove è tutto più facile, ma il fascino e l’immagine che ti dà la malga, opportunamente gestita, resta per noi essenziale”.

Note sull’azienda.
La Fattoria Gortani – allevatori e produttori – è dedita principalmente all’allevamento di bovine da latte, rigorosamente di razza bruna, nonché alla trasformazione di parte del latte proprio in formaggi tipici friulani.
Durante il periodo invernale l’azienda ha la sede operativa in comune di Santa Maria La Longa, località Mereto dove, in via Palmanova 16, gestisce anche il piccolo caseificio con annesso negozio di vendita.

La tradizione casearia familiare era nata negli anni Trenta, quando nonno Riccardo – aveva17 anni – decise di intraprendere l’attività di malgaro monticando Malga Meledis, in comune di Paularo (UD).
Da 25 anni gestiamo Malga Pozôf, che si trova sullo Zoncolan in comune di Ovaro, con annesso agriturismo dove si possono gustare, oltre ai formaggi d’alpeggio, il tipico salame affumicato e una buona varietà di piatti locali.

Da alcuni anni la famiglia si dedica non solo alla produzione, ma anche all’affinamento dei propri prodotti aziendali. Il Frant veniva prodotto, originariamente, in alta quota come metodo di conservazione per evitare il deterioramento di quei formaggi che non avevano sviluppato una corretta maturazione. Il nome, infatti, deriva dal metodo di produzione che comporta la frantumazione di formaggi con varia stagionatura, da due anni a pochi mesi e successiva amalgamazione con panna, latte, sale e pepe.

Si producono anche affinamenti di Latteria in vinaccia e con varie spezie.

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